Lo avevamo incontrato sotto la tenda di Sos Lampedusa tra i clandestini fuggiti dall'allora CTP di Lampedusa (oggi CIE) durante la protesta di gennaio 2009. Sami Akeromi ci racconta come si sogna l'Italia e..."come" si fa

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Sami, 32 anni, idraulico di Tunisi in cerca di fortuna
(24 gennaio, foto C.Perer)

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Clandestini sotto la tenda di Sos Lampedusa (24 gennaio, foto C.Perer)

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Clandestini in libera uscita (24 gennaio 2009, foto C.Perer)

Sami Akeromi, idraulico di Tunisi

di Corona Perer 

"Sono nato il 5 maggio 1977, vicino a Tunisi". Sami Akeromi parla l'italiano in maniera sufficiente per farsi capire. "L'ho imparato guardando la tv italiana. E' da quando avevo 8 anni che guardo Rai 1". Che idea può essersi fatto del nostro paese, per essersi deciso a partire lui che a Tunisi faceva l'idraulico a 300 dinari al mese? "Voi qui siete felici, benessere, tanta roba da mangiare, per questo sono partito". Non si può dargli torto se la nostra tv, dalla prima mattina alla sera è una somministrazione continua di dirette godereccie e fornelli, e vip che si raccontano tra amenità varie. Che cosa ha trovato Sami? Ecco cosa racconta.

Quando sei partito?
Il 25 dicembre con una barca dalla Libia con 254 persone, anche donne incinte e bambini.

Quando sei arrivato?
Due giorni dopo.

Come hai fatto per partire?
Sono entrato in Libia da clandestino e lì ho atteso 11 giorni.

Chi ti ha aiutato?
Un amico in contatto con l'organizzazione.

Hai dato i soldi a lui?
No, lui mi ha presentato uno di loro, che era in contatto con loro.

Loro chi? Una grande organizzazione?
Sì, molte persone lavorano a questi viaggi.

Quanto ti è costato?
500 dinari tunisini per entrare in Libia e 2000 per il viaggio.

Chi guidava la barca?
Non lo so io non l'ho visto, stavo sotto alla barca.

E poi cosa è successo?
Poi siamo stati portati a riva dalla vostra nave.

E dopo?
Sono entrato in Centro, ma io capito subito che era prigione.

Ma sapevi che in Italia si arriva e si finisce in un Centro di Accoglienza?
Si, ma tutti sanno che è solo per due giorni.

Cosa hai pensato in questi giorni?
Che ero in prigione.

Quando hai deciso di scappare?
Ieri pomeriggio. Al mattino erano venute persone importanti e una giornalista mi ha fatto vedere un giornale che diceva che c'è il rimpatrio per tutti. Allora ho deciso di uscire, e poi al mattino era già uscita tanta gente e la polizia non aveva detto niente.
 
Li ha lasciati uscire?
Sì li ha lasciati uscire, ma il pomeriggio dava botte a chi scappava.

Come si vive al Centro? In questi giorni eravate tanti...
Abbiamo anche dormito nel piazzale, perché troppi. Montato un tenda ma non bastava

Avete mangiato?

Sì tre volte al giorno, sempre maccaroni

Vi hanno fatto visite mediche?
Ci sono medici ma sempre impegnati, dicono sempre ‘aspetta'

Chi hai lasciato in Tunisia?
Madre, zia che mi ha aiutato con i soldi.

Erano d'accordo?
Mia madre piangeva ma mi ha detto se tu voi così vai e che Dio ti benedica.

(Intervista raccolta a Lampedusa il 24 gennaio 2009)

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