Alexis Sindujie,sogni pericolosi
24 gennaio 2012 - Avevamo seguito il caso nel 2008. Time lo aveva indicato tra i 100 pionieri al mondo. Il suo paese, il Burundi, per tutta risposta lo aveva messo in carcere: colpevole di parlare di democrazie e volersi candidare alle presidenziali.
Dopo il rilascio nel 2009 Alexis Sinduhije aveva ripreso la sua attività politica ed è stato raggiunto da molti premi internazionali.
A metà gennaio un nuovo arresto: terrorismo internazionale. "Accuse senza fondamento". Alexis Sinduhije è stato rilasciato oggi dalle autorità tanzanesi che lo avevano fermato su mandato internazionale emesso dal Burundi, patria del giornalista (dove era stato già incarcerato tra il 2008-2009 per essersi candidato alle presidenziali).
Dopo essersi diretto a Kampala, Alexis ha già lasciato la Tanzania. Ne dà notizia il blog che lo sostiene in Francia, tuttavia pare che non intenda rientrare in Europa da esiliato.
"Non sono un crminale devo lavorare qui" ha dichiarato. Ne sapremo di più nelle prossime ore.
Nel novembre 2010 la sua storia era diventata un film del regista di docu-film Manu Gerosa che aveva vinto il Film Festival sui diritti umani. La pellicola raccontava dell'arresto di Alexis incarcerato per aver "osato candidarsi" alle presidenziali del 2010 con l'accusa di villipendio al capo dello stato Nkurunziza.
Indicato dal Time tra i 100 pionieri al mondo, posto al 16° posto in classifica (davanti a Tony Blair) Sinduhije è chiamato l'Obama d'Africa. Lui, in realtà, è solo un giornalista che sogna pace e democrazia e che con la sua radio libera e pirata aveva contributo a portare nel paese, la consapevolezza dei poteri forti e della violazione dei diritti umani. E Obama si interessò di lui.
Avevamo seguito quel caso quando era stata data notizia del primo arresto avvenuto il 3 novembre 2008. Lo avevamo saputo proprio dai tre film-maker. Dopo oltre 4 mesi di carcere (abbiamo pubblicato i diari che Alexis ci mandava via cellulare tramite un contatto francese), la Corte lo aveva ritenuto non colpevole di presunto Villipendio al capo dello stato Nkurunziza. Liberato era tornato in esilio in Francia. In Italia nessun giornale ha voluto raccogliere la nostra segnalazione ai colleghi, nonostante ci fossero state molte reazioni internazionali. Per lui si sono mossi anche Barack Obama e il governo Sarkozy. Nel blog del comitato che ha sostenuto la sua liberazione è pubblicata in originale la dichiarazione del Dipartimento di Stato americano e l'elenco delle testate che al mondo si sono date da fare:The Washington Post, BBC, Time, The Harvard Crimson, El Pais, The Boston Globe e...giornale SENTIRE, nonchè un blog italiano (il taccuino dell'altrove).
- Nuovo arresto in Tanzania 2012
- Un pioniere per il Burundi 2008-2009
- Intervista ad Alexis
- ESCLUSIVO: Le pagine del diario di Alexis dal carcere
- La dichiarazione di Alexis (in inglese)
- Un caso di informazione che "non passa"