Anthony McCall, artista del respiro
(Milano, 21 marzo 2009) - La sua è una affascinante ricerca che si muove tra scultura e cinema, densa di significati filosofici e artistici. Non solo: lo spettatore è chiamato in prima persona a far parte dell'opera, mettendo in relazione il proprio corpo con lo spazio circostante. "Breath" è la mostra dedicata alle straordinarie sculture di luce di Anthony McCall.
Musei e gallerie a livello internazionale (dal Whitney Museum, New York al Museum Moderner Kunst) e capitali come Vienna, Londra, Zurigo, gli hanno reso omaggio. Dopo Amburgo e Berlino ora tocca a Milano. L'artista sarà all'Hangar Bicocca di MILANO fino al 19 giugno, e presenterà le sue sculture verticali di luce solida, eccezionalmente riunite in un'unica sede espositiva.Ieri l'affoltata inaugurazione alla presenza dell'artista.
L'artista inglese, nato nel 1946, da tempo vive a New York. E' noto per i suoi Solid Light Films ovvero film di luce solida. A Milano arriveranno inediti dal 2004 al 2009, ed una delle opere e' stata concepita e prodotta espressamente per l'Hangar Bicocca.
I lavori verticali rappresentano una esplorazione delle possibilità di descrizione astratta del corpo o delle interazioni tra i corpi. McCall ha iniziato a lavorare con film e performance nei primi anni 70, cominciando con una serie di performance all'aperto servendosi del fuoco come materiale scultoreo. Il suo primo Solid Light Film nel 1973: pensando alla meccanica di proiezione dei film, egli nota che il fascio di luce ha una presenza tridimensionale la quale viene poi riversata sullo schermo bidimensionale dove le immagini si formano.
Queste opere sono proiezioni che danno risalto in maniera sconvolgente alle qualità scultoree di un fascio luminoso. L'artista crea opere che si possono posizionare tra scultura e cinema. Scultura perché le forme occupano lo spazio tridimensionale e come tali possono essere scoperte solo camminando dentro e attorno alle loro ‘stanze' traslucide; cinema perché le forme e le ‘stanze' sono costruite attraverso luce proiettata, che è essa stessa in movimento, e che lentamente cambia secondo una struttura temporale che si definisce con lo scorrere del tempo.
Ogn opera prende forma in una proiezione che si basa su una complessa progettazione scientifica. Essa coinvolge matematici e programmatori ed ha i suoi fondamenti in formule matematiche, equazioni algebriche e assiomi geometrici. Le proiezioni avvengono nello spazio oscurato, ma non sono del tutto silenziose: il rumore del proiettore, il mormorio del pubblico, i movimenti corporei creano una sorta di colonna sonora speciale che rende suggestiva e particolare l'esperienza del visitatore.
La mostra resterà aperta fino al prossimo giugno 2009 (Catalogo e testo critico di Hal Foster).
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