"Bruno Colorio 1911-1997", a cura di Margherita de Pilati - a Trento, Palazzo Trentini

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Bruno Colorio, Donna con bambina, 1938 -Olio su tela
Collezione privata - Il catalogo della mostra, edito da TEMI,
contiene un saggio di Margherita de Pilati e di
Daniela Ferrari dedicato all'attività incisoria di Bruno Colorio.

Bruno Colorio, mostra per il centenario

(12 GENNAIO 2012) - Sono cento anni della nascita dell'artista trentino Bruno Colorio. Il Mart e la Provincia autonoma di Trento - Assessorato alla Cultura hanno celebrato la ricorrenza con una mostra a Trento, nella sede di Palazzo Trentini.

"Bruno Colorio 1911-1997", a cura di Margherita de Pilati, ha presentato una selezione di quaranta opere che illustrano tutte le fasi della lunga ricerca artistica del pittore trentino.

Bruno Colorio nasce a Trento nel 1911, si trasferisce nel 1930 a Roma per il servizio militare, al termine del quale si iscrive all'Accademia di Belle Arti. Ai corsi ufficiali, preferisce seguire gli insegnamenti degli studi degli artisti Sigmund Lipinsky e Attilio Giuliani.

Dal 1936, finita la guerra, inizia a frequentare e ad esporre nelle gallerie d'arte romane, dove conosce gli esponenti della Scuola Romana, Gino Severini, Giorgio de Chirico, Scipione e Afro.

Nella mostra a Palazzo Trentini, un dipinto come "Donna con bambina", datato 1938 e pubblicato per la prima volta in questa occasione, mostra come Colorio avesse interiorizzato la lezione della scuola romana, accogliendo nelle pose plastiche e nei colori accesi gli spunti provenienti da Mario Sironi, da Antonio Donghi e da Achille Funi.

Così come un'altra tela importante, sempre datata 1938, è il "Ritratto di Betty Salomon", descritta da Gabriella Belli nel catalogo pubblicato nel 1997, come "un quadro di grande efficacia interpretativa del soggetto, che sembra colto al volo, con leggerezza, senza dunque la fissità monumentale anche tragica di certa ritrattistica di quel tempo".

Dopo aver esposto, nel 1940, alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, l'anno successivo l'artista ritorna in Trentino per dedicarsi all'insegnamento. Nel 1952 trascorre l'estate a Burano, ospite di Casa Moggioli, dove conosce e frequenta Pio Semeghini e gli altri artisti del gruppo di Ca' Pesaro. L'influenza subita da questi artisti emerge prepotentemente nei paesaggi realizzati in quegli anni.

Nel 1953, Colorio getta le basi per la costituzione dell'Istituto Statale d'Arte di Trento e venne nominato membro del Consiglio Tecnico della Triennale di Milano. Verso la fine degli anni Sessanta, anche grazie alla frequentazione di artisti come Schmidt e Senesi, si avvicina a una pittura di astrazione ispirata alla natura, che porta avanti in diverse declinazioni fino alla morte, avvenuta poco dopo la personale a Palazzo Trentini, nel novembre del 1997.

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