Le recenti norme sui migranti - Prendono posizione le ostetriche di Trento

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L'ostetrica nell'antica Roma

Migranti: Donne e insicurezza

(Trento, febbraio 2009) -   Un incremento della morbilità e mortalità della donna in caso di aborto clendestino, ma anche aumento di rischi per  la donna gravida alla quale, se irregolare, non sarebbe più possibile garantire gratuitamente l'adeguata assistenza prenatale, natale e post-natale. Anche i neonati potrebbero patirne le conseguenze e le patologie ginecologiche ed onco - ginecologiche potrebbero registrare un picco perché alla donna straniera irregolare non sarebbe più possibile rivolgersi, liberamente , quando necessario, al SSN per poter praticare le misure di prevenzione e le misure terapeutiche del caso.
E' un appello quello che il collegio provinciale delle Ostetriche di Trento ha inviato agli organi di informazione e agli enti locali in accordo con la Federazione Nazionale Ostetriche.

Profonda preoccupazione e disaccordo viene espresso sull'emendamento che prevede l'obbligo, da parte dei Professionisti Sanitari, di segnalazione all'Autorità Giudiziaria, dello Straniero non in regola.
La Presidente Caterina Masè del collegio delle Ostetriche di Trento afferma che la risposta al bisogno di salute del cittadino è un dovere inderogabile delle Ostetriche che, come previsto dal Codice Deontologico,devono provvedervi, senza alcuna esclusione, nell'interesse esclusivo degli assistiti, ai fini del corretto esercizio della professione.

"La mancata risposta ai bisogni di salute della donna immigrata irregolare , in applicazione della suddetta misura restrittiva , produrrebbe gravi disagi. Verrebbe meno anche il monitoraggio da parte del SSN dei dati sulla salute delle donne straniere immigrate, perché irregolari con un aumento della diffusione di malattie a trasmissione sessuale poiché non sarà possibile accedere ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura".

Anche nel caso siano assicurate le prestazioni gratuite alle donne immigrate irregolari, l'obbligo per i Professionisti Sanitari di comunicare all'Autorità Giudiziaria le generalità dell'assistito si tradurrà di fatto in un mancato accesso ai servizi per timore di essere denunciate, con le conseguenze sopraesposte. Il Collegio Provinciale delle Ostetriche di Trento esprime perciò profonda preoccupazione sul "Pacchetto Sicurezza" ed evidenzia l'impossibilità di andar contro la Costituzione Italiana ed i doveri deontologici previsti per la professione ostetrica, che devono assicurare a tutti i cittadini l'adeguata assistenza e il rispetto del segreto professionale .

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