Il diario di Alexis 2)
27 dicembre 2008 : Kayanza e gli altri
Esattamente dieci anni fa Jean Marie Nduwamungu, detto Kayanza, veniva arrestato dalla polizia e condotto nella prigione di Mpimba. La ragione ? Nessuno la conosce, nè i magistrati nè i giudici, ancor meno il direttore della prigione, perché Kayanza non ha alcun capo di accusa che pesa su di lui. Era semplicemente al posto sbagliato al momento sbagliato.
Kayanza non ha mai oltrepassato la grata che separa i prigionieri dal corridoio che sbuca sul parlatorio le cui porte si aprono dalle 11 alle 13 la mattina, e dalle 15 alle 17 il pomeriggio. Solo i "privilegiati", meno del 5% dei detenuti, hanno il diritto di ricevere visite; al restante 95% è vietato condividere questo momento di piacere. Tutte le mattine e tutti i pomeriggi Kayanza si posiziona a qualche metro dalla grata, in modo da poter assistere al momento delle visite, dice che lo aiuta a distrarsi. I prigionieri chiamano questa abitudine "guardare la televisione".
Kayanza e gli altri prigionieri vivono nella miseria e incessanti umiliazioni, sono magri, tristi, e il loro sguardo morboso rivela il pesante fardello di diversi anni di detenzione, aggravato dall'ignoranza del tempo che dovranno ancora trascorrerci.
di Alexis Sinduhije
giornalista