Un papa e una spina. Da staccare oppure no? Il nuovo libro di Luigi Sandri, vaticanista, è un romanzo: "Cronache dal Futuro"

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Il Vaticano e i suoi sacri palazzi

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Luigi Sandri

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Il nuovo libro di Luigi Sandri, vaticanista, è un romanzo: "Cronache dal Futuro" verrà presentato venerdì 27 febbraio (h.17) a Trento presso il Centro Rosmini in via Dordi

 

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La presentazione a Roma

 

 

Abbiamo chiesto a Sandri che reazioni ha riscontrato tra gli amici sacerdoti. E lui ha risposto: "Qualche giorno fa ho regalato il romanzo ad un prelato mio amico: lui ha guardato la copertina, ha aggrottato le ciglia, e mi ha chiesto: "Ma di che parla?". Gli ho fatto in breve il riassunto del libro, senza rivelare il finale. Lui è stato un momento sopra pensiero, poi mi ha detto: "Con un papa in coma per tredici anni, nella Chiesa vi sarebbe il caos". "Bene, caro monsignor X, è esattamente quello che descrivo nel romanzo. Fatti coraggio e leggi il libro, poi mi dirai se avrai provato più amarezza o più consolazione".

 

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Le segrete stanze vaticane

di Corona Perer

Un papa che va in coma e un cardinale-Segretario di Stato che prende in mano la situazione ed interpretando a modo suo i "princìpi non negoziabili", cerca di muoversi da manager di una vicenda inedita in ventidue secoli di storia di Santa Romana Chiesa. Fantateologia? Mica tanto. Parla l'autore Luigi Sandri.

Sandri, quale era la tua vera intenzione?
Più che altro fornire a lettori e lettrici una serie di informazione su come funzione, al massimo livello, la Chiesa cattolica romana. La mia intenzione era questa ma non so se sia riuscito nell'impresa!

La trama è di grande attualità.Hai preso sul serio chi dice che la realtà supera la fantasia?
Direi di sì. La trama del romanzo fanta-teologico è una rete nella quale ho inserito annotazioni puntuali sulla legislazione vigente, sul Codice di diritto canonico, sulle norme per il Conclave... in modo da permettere di andare al di là delle immagini che ci fornisce la tv, e comprendere lo sfondo storico e teologico di certe problematiche

E che impressione ne ricavi tu da questi ultimi anni di Papato?
Che non è tutto oro quel che luccica.
 
Certamente ti sarai posto anche il problema di come tradurre in parole povere i meccanismi delle segrete stanze...
Per forza. E' difficile addentrarsi nella problematica teologica e canonica, soprattutto quando si parla del papato. Per questo, oltre ai riferimenti storici, ho usato anche l'ironia.

Il romanzo in effetti è anche divertente. Era nelle tue intenzioni anche questo?
L'ironia mi è apparsa la chiave (nonviolenta!) per abbordare certe questioni, e far capire alla gente comune, che di teologia generalmente non si occupa, come le passioni, le contraddizioni, gli eroismi, le miserie che spesso caratterizzano la vita della gente, incombano anche sulle scelte e le azioni delle loro eminenze.
 
Il libro è uscito qualche mese prima della morte di Eluana Englaro. La tematica delle etiche di fine vita incombe su tutto il libro. Come hai fatto agire i cardinali su questo terreno?
Quando parlo di "come" i cardinali pensino di risolvere il caso di un pontefice in coma da tredici anni, allora... metto i piedi nel piatto, e subito - probabilmente - a chi legge verranno in mente, sia pure con le loro differenze, il caso di Piergiorgio Welby e quello di Eluana Englaro.
 Mia intenzione era di favorire una riflessione su questioni etiche incombenti, ed apprendere dalla storia passata, presente e... futura 

Come ti è venuto in mente di ambientare il romanzo tra cento anni?
Mi è sembrato che uscire - apparentemente - dalla cronaca contingente, aiutasse a focalizzare meglio i problemi affrontati, sfrondandoli di aspetti secondari. Del resto, chi legge comprenderà facilmente che, immaginando eventi che accadranno tra cento anni, in controluce parlo proprio dell'oggi.

Quale fatica della Chiesa volevi in particolare raccontare?
Soprattutto la fatica dell'istituzione ecclesiastica a convertirsi all'evangelo. E' inevitabile che un corpo così composito come quello della Chiesa cattolica romana - ramificata in tutti i continenti - abbia difficoltà a riformarsi. Ma questo non esime dal cercare di fare la propria parte per favorire i necessari cambiamenti e, soprattutto, il necessario ravvedimento evangelico per rispondere, meglio che si può, alla propria vocazione. Non solo come singoli/e, ma come Chiesa in quanto tale.

Il  "tuo" Vaticano nel 2100  diventa povero, ma a causa di un crack finanziario. E' questo che rende  poco credibile l'istituzione ecclesiastica?
La storia dimostra che, salvo rare eccezioni, le istituzioni ecclesiastiche esitano a farsi povere, e troppo spesso cercano privilegi e vi si aggrappano. Il coraggio di abbandonare il potere mondano, un "salto" che dovrebbe scaturire intrinsecamente dalla decisione di porsi alla sequela di Gesù, per lo più è mancato; e le spoliazioni sono avvenute per cause esterne.

Cosa accadrà tra 100 anni?
Tra cento anni, pur in situazioni diverse, il papato (io immagino) non avrà la forza di abbracciare "Madonna povertà". A renderlo povero sarà, appunto, un tremendo crack finanziario, e non una autonoma conversione alle Beatitudini. La storia... si ripete!

Preti sposati, donne sacerdote: possibili solo in un romanzo di fanta-teologia?
Occorre ribadire che, e non da oggi ma da secoli, nella Chiesa cattolica vi sono i preti sposati: infatti, tutte le Chiese orientali unite a Roma (melkiti, maroniti, ucraini, romeni...) hanno sia preti celibi che preti sposati: ogni seminarista sceglie liberamente il suo status . Dunque, in senso stretto, la Chiesa cattolica in linea di principio ammette i preti sposati. Tuttavia, la Chiesa latina non accetta tale prassi: ora, siccome questa rappresenta il 95% dei cattolici del mondo intero, è facile trarre la conseguenza: "la Chiesa" (cattolica) non ammette il clero uxorato. Dal punto di vista "quantitativo" si potrebbe - quasi - dire che è così; ma dal punto di vista del principio non lo è affatto.

Ma tu personalmente cosa prevedi?
Sono persuaso che presto vi saranno anche nella Chiesa latina preti uxorati: si comincerà con l'ordinazione di viri probati, espressione latina che significa uomini di età matura - sposati, inseriti nel mondo del lavoro e delle professioni, stimati dalla comunità nella quale vivono -  che saranno ordinati sacerdoti. E' fuori di dubbio che tra cento anni vi saranno i viri probati; ma forse anche prima, addirittura già con il successore di Benedetto XVI.

Permarrà l'allergia alle donne prete?
Per quanto riguarda la donna-prete, ritengo che asperrimi saranno i contrasti teologici e pastorali i tra i fautori del "sì" ed i ripetitori dell'attuale "no" (in prima fila le schiere dei lefebvriani "redenti"). Ma, infine, sotto un papa come Zeffirino II, tra un centinaio di anni o giù di lì il grande passo sarà compiuto.

Dal libro emerge che l'America Latina non ha perso il suo potenziale innovatore. Perché lì si riesce a creare la Chiesa che tutti vorrebbero? Povera, tra la gente, con leader espressi dalla gente?
Non bisogna pensare che in America latina tutti i cattolici, o anche tutti i vescovi, siano schierati dalla parte degli "impoveriti" o reclamino profonde riforme nella Chiesa romana: non è così. Anche laggiù vi sono ampli gruppi di cattolici, di vescovi e di preti che si trovano benissimo dalla parte dei potenti, e difendono lo status quo. E' però vero che vi è una parte importante di vescovi, preti, religiosi, suore, laici che quotidianamente si impegnano a dar vita, inverando il dono che viene dall'Alto, ad una Chiesa comunità di fratelli e sorelle che si spende per gli esclusi.

Gli ultimi papi come si sono comportati nel merito?
Giovanni Paolo II aveva fatto tutto il possibile, e questa politica è proseguita oggi da Benedetto XVI, per scegliere vescovi avversari della teologia della liberazione, o comunque sospettosi di essa. Ma il fuoco non è spento, e sono sempre possibili casi come quello di monsignor Oscar Romero. Questi fu scelto arcivescovo di San Salvador proprio perché era un "moderato"; ma la drammaticità della situazione ed il grido dei poveri lo convertì ad un annuncio talmente coraggioso dell'evangelo che, infine, fu assassinato perché quella voce tacesse per sempre.

Vi è una qualche analogia tra il caso di Zeffirino II e quello recentissimo di Eluana Englaro?
Per rispondere adeguatamente a tale domanda, dovrei rivelare come si dipana il romanzo e, soprattutto, come si conclude. Ma, non volendo privare chi legge il mio "giallo" del piacere della scoperta, non voglio anticipare nulla. Senza addentrarmi in particolari, direi così: sì, pur con grandi differenze, ci sono anche analogie tra i due casi e, come è accaduto oggi, anche nel 2100 l'opinione pubblica e l'establishment ecclesiastico si divideranno sul "che fare" e sul giudizio etico da dare per l'una o l'altra soluzione.  

Che cosa ti attendi dalle "alte sfere"della Curia romana in merito al tuo libro?
Quanti guidano la Curia romana hanno ben altro da fare, che leggere romanzi; perciò non mi attendo nulla. Del resto, la loro norma è quella di ignorare, fin che possono, pubblicazioni "non omogenee" all'apologetica imperante.

Chi è allora il tuo lettore/lettrice ideale?
Non è un cardinale ma, piuttosto, uno studente universitario, una suora impegnata nella catechesi, un parroco di campagna, un impiegato, una "prof" di storia, un contadino, una commessa di negozio, un pendolare che trascorre un paio di ore al giorno sul treno che lo porta al lavoro: ho scritto per loro, o almeno per quelle e quelli di loro che vorrebbero saperne di più sui misteri, le vicende, le luci, le ombre, le contraddizioni del Potere ecclesiastico.

Di cosa è fatto questo potere?
Quasi ogni giorno se ne ha eco ai telegiornali, ma che non è sempre facile situare in quello che dice e in quello che non dice. Spererei (non so se ci sono riuscito!) di offrire elementi di conoscenza a gente come questa, per favorire la libertà di giudizio. Naturalmente, non mi dispiacerebbe se qualche personalità dell'establishment ecclesiastico avesse tempo di dare una occhiatina al libro, magari traendone qualche amabile riflessione. Non si sa mai!

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