Belozoglu, ignoto papā di DoGu
Un piccolo umanoide fucsia in plastilina dai colori sgargianti che gira per il web e incuriosisce. Vive da poco più di un anno, si esibisce, dà scandalo (vedi nelle foto), ogni tanto sparisce e se va a Istanbul.Tuttavia nelle pagine web lo conoscono bene e lui si è già fatto una reputazione. Si chiama DoGu e secondo la presentazione che ne fa il suo "creatore" si oppone alla greve realtà per revisionarla e miniaturizzarla.
Si intrufola nella quotidianità con un cinismo che spiazza, sbeffeggia l'arte e i suoi protagonisti. Piace agli addetti ai lavori e sembra essere di facile presa anche agli internauti,
Suo padre è conosciuto col nome di Dogukan Belozoglu, del quale si sa ben poco. Si definisce un "piccolo fiore di Cracovia" ma una certezza c'è: ama la vodka.
Voci di corridoio dicono poi che sia di provenienza russa, ma il nome lascia intuire un'origine turca, per discendenza del padre che (sempre stando ai si dice) è emigrato in Unione Sovietica dall'Anatolia, le terre di Costantino, in cerca di fortuna e che fu successivamente impegnato nella costruzione di un gasdotto.
Naturalmente queste notizie le dà l'autore che vuole così coltivare il "mistero di sè". Ma la tecnica del creatore del bizzarro pupazzetto è singolare perchè elementare, dalle intenzioni elementari.
Gli interessa modellare plastilina ed inserirla in stravaganti contesti scenografici immortalandone il risultato in scatti tecnicamente apprezzabili. Guardando all'aspetto ed al tenore di Dogu, lo si potrebbe forse credere il prodotto un po' anacronistico della pop art, sia per i colori, a tratti kitsch, che per le situazioni per l'appunto popolari, in cui vive. Al di là di una forzata ricerca ad una passata corrispondenza, il progetto DoGu vive in piena autonomia e cresce rispettando gli estri improvvisi del suo creatore.
I suoi web-fans lo attendono per le sue rocambolesche avventure. In questo breve periodo la presenza di DoGu non si è tuttavia limitata al virtuale, ha già infatti al suo attivo svariate performances, da Trento a Firenze passando per Bologna.
A Isera è stato ospitato alla Locanda delle Tre Chiavi di Sergio Valentini che ha confezionato anche una cena su misura con cuoco di origine russe e menù a tema. Non sappiamo se il piccoletto in plastilina abbia approfittato e si sia presentato, se al termine si siano rotti piatti e bicchieri, ma di certo sappiamo che c'era il suo autore.
E dopo cuoco, ristoratore, artisti e invitati...è venuta la eco. Positiva, a quanto pare, per la caleidoscopica fantasia del pupazzetto.
13 gennaio 2012
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