Dear Sir Canestrini. La lettera che nel 1880 dall'Inghilterra raggiunse il trentino Canestrini. Darwin ringrazia il suo traduttore

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Canestrini raffigurato con Darwin...sottobraccio ma nell'atto di salire
in groppa ad un mulo. Sarcasmo e ironia accompagnavano le
teorie di Darwin... e anche  i suoi seguaci come
il traduttore italiano Giovanni Canestrini

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Il ritratto di Giovanni Canestrini

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Uno dei suoi discendenti odierni: l'avv. Sandro Canestrini
di Rovereto. Sotto: dettaglio dell'affresco

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Charles Darwin e l'amico trentino

di Corona Perer

"Caro Signore, le sono obbligatissimo della gentilezza usatemi nello spedirmi la sua nuova opera. Mi è sempre rincresciuto di non poter leggere l'italiano, ma oggi ancor di più, dato che posso avere la traduzione solo di alcune parti. Il titolo del Suo lavoro costituisce un grande onore per me. Mi creda caro Signore. Le sono obbligato e porgo distinti saluti. Firmato Charles Darwin".

E' il 26 agosto 1880. Questa lettera fu esposta durante la mostra "La Scimmia Nuda" svoltasi a Trento, grazie alla disponibilità del dottor Sandro Onestinghel, di Milano, nipote di Giovanni per via materna, che ha donato al museo di Trento lettere, testamenti, corrispondenze, diari. Il Museo Tridentino di Scienze Naturali ha potuto avvalersi anche di un altro generoso donatore di corrispondenza scientifica cioè il pronipote  Prof. Giorgio Canestrini, residente invece nella Repubblica Ceca.

I Canestrini infatti ebbero contatti importantissimi con Mister Darwin. La lettera che pubblichiamo sopra è indirizzata  al suo traduttore italiano, tale Giovanni Canestrini da Revò. Lo ringrazia di avergli tradotto l'opera che tante angustie gli ha procurato, il suo capolavoro "L'origine della specie".

Lo studioso Gino Tomasi ne ha fatto una documentata analisi in un opuscolo edito nel 2007 dall'Accademia degli Agiati dal titolo "Giovanni Canestrini e i suoi legami con il Trentino". Lo studioso entra negli annali per aver tradotto Darwin opera che aveva avuto da subito uno strepitoso successo. Il 24 novembre 1859 giorno stesso della sua immissione in commercio, andò esaurita: Murray aveva fatto stampare solo le 1250 copie prenotate in libreria. Non sapeva di avere tra le mani il capolavoro scientifico di tutti i tempi.

Ma Darwin con il suo barbone bianco venne a lungo dileggiato dai contemporanei. La satira lo raffigurava come uno scimmione triste. Analoga sorte toccò anche a quello che i suoi discendenti a Rovereto chiamano oggi con affetto Lord Canestron. Lo scienziato trentino amava infatti vestirsi all'inglese. Del resto aveva avuto una opportunità di non poco conto: fu lui il primo traduttore in Italia del capolavoro darwiniano in cui è esposta la teoria di Darwin sull'evoluzione della specie.

Giovanni Canestrini, era nato a Revò e morì a Padova. Eccolo in questo affresco nell'androne di un palazzetto a Rovereto dei suoi discendenti: la famiglia di legali Canestrini.  Nel febbraio del 2000, in terra patavina è stato promosso un congresso internazionale a lui dedicato. La ricognizione sulla figura di Giovanni Canestrini conduce ad un profilo di altissimo livello e di grande rilevanza scientifica. 

Era uno zoologo di provata fede darwinista perciò inviso alla comunità scientifica del tempo. La sua prima formazione avvenne nel Trentino austriaco. Suddito dell'impero ebbe anche a che fare con credenti e atei, in una sorta di antipasto delle diatribe attuali. Fu la tradizione cattolica a guardarlo in cagnesco per prima per le convinzioni scientifiche in materia di biologia da lui espresse. Rivoluzionario e e poco ossequioso della società del tempo con la quale si rapportava fu persino perseguitato politicamente.

Ma l'attività di traduttore fu solo ‘un' episodio della sua vita, perché alle teorie evoluzioniste Canestrini dedicò studi personali nelle  università di Modena e Padova dove era titolare della cattedra di Zoologia. La frequentazione con Darwin non ci fu e si limitò al rapporto epistolare. Sono note due lettere: oltre a quella citata, una antecedente nel maggio del 1880 nella quale lo scienziato si compiaceva della traduzione.

Il ringraziamento di Darwin non è di circostanza ma espressione di autentica gratitudine. Al naturalista inglese sono infatti giunte le notizie delle roventi polemiche scatenatesi anche nella cattolicissima Italia. Lo stesso Darwin aveva avuto i suoi bei grattacapi in terra patria: vignettisti si divertivano a raffigurarlo ricoperto di peli e triste.

Ma la gratitudine veniva anche dal titolo scelto da Canestrini. L'opera pubblicata nel 1859 da Murray a Londra aveva infatti questo titolo "On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life". La prima edizione italiana esce nel 1864 e riporta questo titolo: "Sull'origine della specie per selezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza". Sul sottile ‘limen' che separa il concetto di essere favorite o perfezionarsi alla vita, il nostro  deve aver meditato non poco.

Ma perché i doiscendenti lo chiamano oggi Lord Canestron? Proprio per le sue frequentazioni inglesi, per quel suo vestirsi di tweed e per quella lingua posseduta alla perfezione che gli fa apporre in calce una dicitura esplicita: "Prima traduzione italiana col consenso dell'autore, per cura di G. Canestrini e L. Salimbeni, editrice Zanichelli e soci, Modena 1864".
Dunque Canestrini non fu solo nella sua impresa. E quell'opera gettò importanti capisaldi del pensiero scientifico cambiando per sempre la storia della biologia e della scienza.

(Foto di C.Perer)

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