Al teatro Rosmini di Rovereto la scrittrice di origine armena ha raccontato come è uscita dal coma 

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Una bellissima immagine di Antonia Arslan (foto Aquilesi)

 

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La copertina del libro

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Coma e Risvegli - Antonia Arslan racconta il suo lungo sonno

(Rovereto 26 maggio 2011) - Antonia Arslan, la scrittrice celebre per aver portato nella coscienza collettiva - tramite il romanzo - una tragedia rimossa come quella dell'eccidio degli Armeni, ha raccontato a Rovereto il dramma della malattia e la storia di una rinascita: la sua.

Intervistata da Corona Perer, direttore del giornale SENTIRE ha raccontato come è uscita dal coma. L'iniziativa è stata promossa dalla Cassa Rurale di Isera, per portare al pubblico una storia positiva e fonte di grande speranza.

Nell'aprile del 2009 la scrittrice ha infatti affrontato e superato una sfida importante: una gravissima malattia che ha messo a rischio la sua vita. L'esperienza drammatica e misteriosa della rianimazione, del coma indotto e del risveglio, l'hanno trasportata in un luogo fuori del tempo, nella condizione dove tutto sembra sofferenza e disperazione. 

Ha potuto sperimentare la forza dell'unità, ritrovare tutta la sua energia e la sua vivacità: ora l'autrice ha ripreso a viaggiare, ad incontrare il suo pubblico e a scrivere, raccontando questa sua incomparabile e preziosa avventura nel libro "Ishtar 2 - Cronache dal mio risveglio " (ed. Rizzoli) uscito a Novembre 2010.

"Normalmente i libri che raccontano di malattie o di morte intristiscono il lettore. Leggere invece il libro di Antonia Arslan rallegra il cuore, non solo per l'esito positivo del racconto, ma soprattutto per la fiducia, la serenità e la speranza che sprigiona" commenta il presidente della Cassa Rurale di Isera Fabiano Conzatti. "In questo momento storico, potremmo indicare questo libro come simbolo e stimolo per il risveglio da un torpore morale, culturale, che sembra averci attanagliato. Abbiamo vicino la 'voce misteriosa' che ci dice di combattere e andare controcorrente" aggiunge Conzatti.

Antonia Arslan è nata a Padova e discende da una famiglia di origine armena. Ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea alla facoltà di Lettere dell'Università di Padova ed ha pubblicato libri e saggi. E' autrice de "La Masseria delle Allodole, il suo primo romanzo, edito da Rizzoli nel 2004, giunto alla 28esima edizione, pluripremiato e tradotto in 16 lingue, fra cui svedese, olandese, tedesco, greco, spagnolo, armeno, inglese, francese, giapponese, turco, inglese, russo, sloveno, ungherese (è in corso la traduzione in arabo).Nel marzo 2007 è uscito nelle sale il film dei fratelli Taviani liberamente tratto del romanzo, che fu presentato al festival cinematografico di Berlino.

Ha fondato e dirige l'associazione di ricerca letteraria "Casa di Cristallo", con sede a Padova ed è vicepresidente di "Italiarmenia", associazione che promuove la collaborazione e gli scambi tra le due nazioni ed indirizza aiuti verso la Repubblica d'Armenia. Negli ultimi anni fa la spola tra l'Italia e gli Stati Uniti, dove ha tenuto e tiene conferenze sulla letteratura femminile

italiana e sulla cultura e sulla storia armene. E' distinguished professor alla Fordham University di New York.

In occasione della conferenza Cassa Rurale di Isera ha predisposto per i cittadini di Rovereto un abstract omaggio del suo libro uscito nella colana I CORTI di SENTIRE.

Antonia Arslan continua intanto ad essere premiata nel mondo. "Un contributo significativo al tesoro della cultura armena". Con questa motivazione la scrittrice padovana di origine armena Antonia Arslan ha ricevuto il 21 marzo 2009 a Los Angeles la medaglia d'oro del premio "NAREKATSI" istituito otto anni fa  da "Friends of UCLA Armenian Language and Culture Studies", l'associazione che sostiene la cattedra di armenistica all'università californiana di Los Angeles.

Intitolato al mistico e poeta armeno Gregorio di Narek, il riconoscimento è arrivato insieme a quello dell'ambasciata armena a Roma dove l'autrice de "La masseria delle allodole" è stata celebrata con la medaglia d'oro del Ministero della Cultura dell'Armenia.

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