Tradurre la ricerca in prassi clinica
(Rovereto, marzo 2010) - Con circa 1.100 nuovi casi registrati ogni anno, l'ictus è in Provincia di Trento una tra le principali cause di disabilità permanente, un dato in linea con quanto accade nelle società industrializzate. Ecco perché l'apertura di un nuovo centro di ricerca, diagnosi e trattamento dei disturbi neurologici sul territorio è un evento salutato con particolare interesse anche da parte della collettività.
Il Centro di Riabilitazione Neurocognitiva dell'Università di Trento (CeRiN), istituito nell'ambito del CIMeC (il Centro interdipartimentale Mente/Cervello), è stato inaugurato nel marzo 2009 nella sede roveretana al Trade Center. Primo progetto di questo tipo in Italia per la focalizzazione sull'area mente-cervello, per l'approccio multidisciplinare e per la collocazione all'interno di una università pubblica, il CeRiN si giova di personale con formazione professionale diversa e complementare, come neurologi, neuropsicologi, logopedisti, fisioterapisti, terapisti occupazionali, oltre agli scienziati del CIMeC.
Frutto della collaborazione fra l'Università di Trento e la Provincia autonoma, il CeRiN (Centro di Riabilitazione Neurocognitiva) lavorerà in sinergia con l'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari integrando le strutture riabilitative già esistenti sul territorio provinciale.
Svolgerà attività a carattere sperimentale, per la durata di due anni. Il CeRiN è stato finanziato dalla Provincia con 600 mila euro attraverso l'accordo di programma e 450 mila per l'edilizia, mentre l'Azienda sanitaria copre i costi (700-800 mila euro l'anno) del proprio personale sanitario impiegato al CeRiN.
Le patologie
Disturbi neurologici come trombosi, emorragie, malformazioni, aneurismi, demenze, atrofie cerebrali, traumi cranici, patologie di natura infiammatoria (encefaliti), tumori cerebrali, lesioni cerebrali focali in fase subacuta o post-acuta, patologie degenerative; incompleto sviluppo delle capacità cognitive.
Gli utenti
Inizialmente solo adulti, poi il Centro estenderà i servizi a bambini e ragazzi (disturbi cognitivi età evolutiva).
L'equipe
Per Diagnostica e Riabilitazione: 1 neurologo, 1 neuropsicologo, 1 o più riabilitatori (logopedista, fisioterapista, terapista occupazionale). Il personale clinico a regime sarà costituito da: 4 neurologi (di cui 3 dell'Università), 4 logopedisti, 2 neuropsicologi, 1 fisioterapista, 1 terapista occupazionale e 1 infermiera.
Le prestazioni
Esse mirano a ridurre le difficoltà linguistiche e comunicative della persona con danno neurologico o deficit motorio per migliorarne efficienza e autonomia evitando così i ricoveri.
Quando e come
Dalle 9 alle 17 dal lunedì al venerdi secondo le modalità previste dal Servizio Sanitario Nazionale su richiesta motivata di un medico specialista neurologo o fisiatra. L'attività del CeRiN si svolgerà a Rovereto, in via Prati angolo via Manzoni, presso il Trade Center, nei locali al piano terra.
Costi
Le prestazioni sono di natura specialistico-ambulatoriale. I pazienti, se non esenti, pagano il ticket. Su appuntamento privato si paga secondo le tariffe.
Si tratta di un'attività innovativa per varie ragioni. Per l'approccio multidisciplinare. Perché coniuga ricerca, formazione e servizi clinici essenziali alla comunità portando in campo applicativo alcune delle ricerche svolte al CIMeC sulla natura dei disturbi cognitivi e i modi migliori per il loro recupero. Perché inaugura un'esperienza nuova per l'Università di Trento nell'ambito della diagnosi e del trattamento di disturbi in soggetti cerebrolesi adulti, a cominciare da chi è colpito da ictus.
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