Aicha Meshrar, il giorno che sono rinata italiana
(Rovereto) - Da 18 anni è nel nostro paese e da 1 anno è cittadina italiana a tutti gli effetti. Il giorno che ha ricevuto formalmente la cittadinanza italiana, ha giurato in Comune. "Mi è stato spiegato che per lo stato italiano nascevo quel giorno" racconta Aicha Meshrar.
E' cambiato qualcosa in te? "No, assolutamente, però mi ha fatto molta specie essere dichiarata rinata per lo stato italiano, dove ho pagato per 17 anni le tasse...". Aicha lavora come mediatrice culturale ed è un punto di riferimento allo sportello Cinformi della Pat dove lavora alle pratiche di orientamento dei lavoratori stranieri, arabi in modo particolare.
Come neonata, Aicha ha fatto (subito) quello che un neonato non avrebbe mai potuto fare: leggersi la Costituzione Italiana che agli articoli 8, 9 e 19 affermano non solo la libertà di manifestare il proprio credo (senza restrizioni) ma anche il diritto ad organizzarsi in forma individuale o associata per professarlo senza contrastare con lo Stato.
"Giusto: ci sono diritti, ma anche doveri" ammette Aicha. A Rovereto è alle scuole ex-Bettini che si prega: non è una moschea perchè per essere tale ci vorrebbe un minareto e tutta la struttura dovrebbe essere orientata verso La Mecca. "Tuttavia ci ha consentito di avere un luogo comune. Ma ora siamo preoccupati e non sappiamo dove andare". Le scuole ex-Bettini di Rovereto dove Aicha prega (e dove fa volontariato alla scuola araba come docente di lingua madre ai bambini arabi...nati in Italia) diventeranno infatti una Rsa: a giugno dovranno essere liberate.
E Aicha attende e spera in una soluzione.
(C.Perer - febbraio 2009)