Ricordi di vip e click

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A questo celebre scatto è dedicata
la pagina di SCATTI D'AUTORE
di SENTIRE 06 di aprile

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"A salvarmi fu la timidezza" (Paloma Picasso)

Memories by Maria Mulas

di Corona Perer 

(17 aprile 2009) - Al Congresso Mondiale per la Pace del 1949 Pablo Picasso partecipò in due modi: inviando la mitica colomba e accogliendo in casa propria l'arrivo di un'altra "paloma": sua figlia, nata il 19 aprile 1949, nel giorno di apertura del congresso, quando l'artista aveva 67 anni.
"Quando si ha un padre come il mio tutto si complica: a salvarmi fu la timidezza" raccontò in seguito Paloma Picasso. "Crescendo, apprezzava di me che dormivo ed ero taciturna. Sarà  una donna perfetta: passiva e sottomessa, disse, e mi dipingeva durante il sonno".

A guardarla in questa foto di Maria Mulas mentre arriva a Milano nella galleria - già famosa all'epoca - di Renzo Cortina, riesce difficile immaginare che lo scorrere impietoso del tempo si appoggerà anche sul suo bel viso. Tra pochi giorni Paloma Picasso compie sessant'anni. Maria Mulas la coglie all'arrivo in galleria: sembra proprio una paloma bianca, un po' spaurita e bella. Affida la pelliccia, sbircia per intuire quanta gente l'attende, si prepara a vincere quella corazza che l'aveva difesa dal mondo e da suo padre: la timidezza.

Il carisma non viene solo da un cognome importante, ma dai lineamenti della madre Francoise Gilot, la celebre "donna fiore" , una delle opere più famose di Pablo Picasso. In quella che oggi, a Milano, si chiama "Cortina Arte" si celebrano le 500 mostre della storica galleria allineando alcuni dei ritratti delle celebrità immortalate da Maria Mulas: tra questi c'è lo scatto sulla timidezza di Paloma. Non qualcosa di preparato, come altre opere frutto di un incontro e di una interazione tra personaggio e fotografo, ma qualcosa di immediato, il classico flash.

Maria Mulas comincia nel 1956. Il suo lavoro artistico attraversa gli anni Sessanta con intensità rivolta all'uomo racchiuso ‘dentro' il personaggio. È famosa per i ritratti e la ricerca sui riti ‘sociali'. "Se fotografare è un modo di raccontare senza essere interrotti nè contraddetti, nel caso di Maria Mulas si potrà sostenere che il suo non è solo un discorso ma una girandola, addirittura un fuoco di artificio, con esiti clowneschi e raggelanti al tempo stesso" scrisse Lea Vergine nel 1985.

Esponente di spicco della fotografia italiana, Mulas tenne la prima mostra personale alla galleria Diaframma di Milano e in pochi anni si consacrò la fotografa dei vip con una serie di ritratti di intellettuali e artisti internazionali dove trasforma le immagini in idee. Dal 19 maggio al 6 giugno tornerà ad  esporre a Milano in quello che fu lo spazio d'arte fondato da Renzo Cortina nel 1962. "Memories" ruota attorno a una serie di scatti, che sono al tempo stesso testimonianzedella vita artistica e culturale della galleria: ci sono Henry Moore, Cassinari, Treccani, scrittori, giornalisti, politici. Foto che la Mulas realizzò nella sua lunga frequentazione dello spazio dell'amico Renzo. 

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