Amanda-Abram, taxista di successo
di Corona Perer
(maggio 2009) - Per qualsiasi lavoro dipendente è necessario convincere qualcuno del proprio valore, per diventare imprenditrice è necessario un lavoro di "auto-assunzione". Ovvero convincere sè stesse.
Lei è stata 'prima' convinta dal marito, poi da se stessa. Andare ad occupare un settore anomalo, un tempo solo e soltanto maschile non è stato facile.
Nata a Sarnonico nel dicembre 1956, risiede a Castelfondo dove ha sede la sua ditta (località Formol). Dopo la licenza media ha lavorato come dipendente nel settore industriale. Poi ha pensato di crearsi un'attività tutta sua. Sposata e madre di due figli è oggi una donna che si definisce "pienamente realizzata". A darle una mano saltuariamente è il figlio Nicola. Ecco come ci racconta la sua avventura che va sotto una sigla molto breve: NCC ovvero noleggio con conducente. Amanda è una...autotrasportatrice.
Amanda Abram di Castelfondo (Tn) porta i bambini a scuola, svolge il servizio per le gite scolastiche, cura i trasfert di piccoli gruppi, quando serve fa la taxista. Come artigiana nasce nel 1983. Il suo servizio va sotto la categoria "Noleggio con conducente". La particolarità è che al posto del solito autista, c'è una volta tanto una donna imprenditrice di se stessa. E la sua storia dimostra che una donna, esattamente come un uomo, è in grado di mandare avanti un'attività con successo. "L'unica ma fondamentale differenza è che una donna contemporaneamente deve pensare alla casa e alla famiglia" dice Amanda che però è riuscita a conciliare il tutto.
Come Ti è venuta in mente questa attività?
Ho sempre amato guidare e dato che in paese mancava un servizio di trasporto alunni, ne ho approfittato e quasi per gioco ho iniziato. O meglio è stato il risultato di un lungo ragionare con mio marito
E chi era più convinto tra i due?
Lui, poi mi sono convinta anche io e allora ho iniziato. Diciamo che è stato anche un caso della vita perché proprio in quel periodo si era liberata una licenza e allora ne ho approfittato su spinta di mio marito.
E' stato difficile iniziare?
Intanto ho dovuto farmi la patente specifica cioè la D e la KD, prima avevo solo la B, ora posso trasportare fino a 90 persone
Ricordi quale è stata l'auto con cui ha iniziato?
Eccome no: la mia prima auto è stata un'Alfasud
E poi? Riesci a ricordarle tutte?
Poi sono venute la Regata, la Croma, poi ho preso un pulmino a 9 posti e quando l'ho ritirato mi sono spaventata perché temevo che non ce l'avrei mai fatta, poi è venuto lo Sprinter da 21 posti.
Oggi quanti mezzi hai?
Ne ho quattro: un Touran da 7 posti, una vettura Mercedes, e i due Sprinter da 9 posti e quello da 21 comprato in seguito
Ti poni altri obiettivi o sei soddisfatta di quanto raggiunto?
Mi ritengo decisamente soddisfatta; abbiamo iniziato con un mezzo e un unico servizio scolastico, oggi abbiamo 4 mezzi e offriamo diversi tipi di servizi (dal semplice transfer a viaggi di più giorni).
Ti sei mai sentita a disagio per questo lavoro maschile?
Non io, magari gli altri sì...in genere gli uomini, le battute sono sempre loro a farle. Li vedi che dicono "oh mio Dio!" e poi magari ti fanno i complimenti. Invece la resistenza che mi attendevo dai colleghi maschi, non c'è stata. Questo è molto bello.
Ti è capitato che qualche cliente fosse diffidente?
Sì una volta dovevo portare un gruppo a Milano e un signore chiedeva "E l'autista?". Gli risposi "Sono io". E lui "Non salgo". Io pensavo che scherzasse. Non scherzava. Gli ho chiesto che problemi ci fossero? E lui ha replicato che in caso di guasto non sarei stata capace di risolvere la situazione. Allora gli ho chiesto. "Senta se un mezzo si rompe che fa l'autista? Chiama i soccorsi cioè fa una telefonata. E allora?". Poi molto sbrigativamente gli ho detto che sarei partita ad accompagnare gli altri e che poteva starsene giù. E' salito e siamo arrivati a Milano. Scendendo voleva farmi i complimenti e io francamente non sapevo se accettarli.
Ma le battute persistono ancora?
Quelle si ci sono sempre, sono io che mi sono abituata.
Quale diresti (se c'è) possa essere la differenza tra autista uomo e donna?
L'unica ma fondamentale differenza è che una donna contemporaneamente deve pensare alla casa e alla famiglia
Riesci a conciliare lavoro e vita privata?
Sì, non è sempre facile ma riesco anche grazie all'appoggio fondamentale della mia famiglia.
Quali sono i servizi più strani oggi?
Sono anche quelli più utili: ad esempio vado in discoteca a Brescia. Porto i ragazzi che si mettono insieme per avere l'autista e viaggiare in sicurezza. Loro si divertono io li aspetto fuori dal locale tutto il tempo.
Quali sono i suoi clienti oggi?
Lavoro per asili, case di riposo, scuole, gruppi in vacanza, trasfert da e per aeroporto e appunto persino privati che vanno in discoteca
Curi anche servizi pubblici?
Sì e persino una piccola linea interna data che mi è stata data in concessione dalla Trentino Trasporti. La Provincia Autonoma, mi dà in gestione i servizi svolastici ed handicap.
La tua giornata tipo?
Si comincia prestissimo con asili e scuole, si passa poi al trasporto handicap, poi ci sono i rientri scolastici. Dalle 7,45 del mattino avanti fino alle 19 della sera con il piccolo pullman di linea sulla tratta Dermulo in gestione da Trentino Trasporti, senza contare taxi, gite ed extra...
Il tuo lavoro ha una buona redditività?
Non posso lamentarmi...
Anche il suo è un prodotto: quali ritieni siano le tue qualità e la forza del suo prodotto?
Ho sempre ritenuto fondamentale trattare la mia clientela con rispetto, cordialità e professionalità. In questi anni ho potuto notare come queste qualità siano apprezzate sia dai bimbi che dagli anziani. Tant'è che oggi si fa anche da mamma e da badante a volte.
Quale è il punto più lontano da te raggiunto?
L'Austria finora, ma giro molto l'Italia, dal Piemonte al Lazio
Vantaggi e svantaggi del tuo mestiere?
Il grande vantaggio è la libertà, sta nel rapporto con la gente, nella relazione, nel fatto che si viaggia e si conosce, si vede. Più che svantaggi parlerei invece di responsabilità....a volte devo fare molto di più di quel che fa un normale autotrasportatore!
Ad esempio?
Per esempio accompagnare la vecchietta a far le analisi e magari prendere anche il numero per lei, cosa che faccio volentieri, non è pagata, ma attiene al servizio e ai rapporti umani che sento di aggiungere al mio lavoro. Lo stesso quando ti prendi cura di portare un gruppo di anziani da qualche parte o di assicurarti che i bambini siano in sicurezza da e per l'asilo...E forse mi chiamano proprio per questo: sanno di aver qualcosa in più non un semplice taxi a cui pagare il ticket.
Dunque sei quasi approdata senza saperlo ai servizi alla persona?
Direi proprio di sì
Ma ci sono svantaggi effettivi nel tuo lavoro?
Direi che sono limitati all'orario, che a volte richiede di andare oltre le 7/8 ore. Tra guida e programmazione, l'aspetto più gravoso è forse la programmazione dei molti servizi
Hai dipendenti?
Ne ho uno fisso, un ex-camionista di Trento. Ho avuto anche un bravissimo collaboratore rumeno che poi ha scelto una sede di lavoro più vicina ai suoi affetti.
La famiglia ti è accanto?
Sì molto. Mio marito fin dall'inizio, mio figlio ora si è laureato in tecnologie alimentari ma posso sempre contare anche su di lui e anche di mia figlia che è un'ottima segretaria