REINHOLD MESSNER e il grido di pietra
(Trento 5 maggio 2009) - Sono passati cinquant'anni da quando Cesare Maestri e Toni Egger raggiunsero per primi la vetta del Cerro Torre, una montagna da sempre mitica per gli alpinisti di tutto il mondo. Ma durante la discesa Egger perse la vita, e da allora il clamore sulla loro impresa non si è mai spento, tra coloro che li acclamano tuttora e chi, invece, non crede che siano mai arrivati in cima.
Messner interviene nella vicenda con un libro presentato nei giorni scorsi a Trento, in cui racconta come andarono le cose e in cui esprime apertamente i propri dubbi sulla riuscita dell'impresa di Maestri ed Egger, vuoi perché chi li ha succeduti non ha mai trovato tracce del loro passaggio, vuoi perché la prima ascensione «certa» fu quella di Casimiro Ferrari nel 1974, ben quindici anni dopo, vuoi, ancora, per come andò il secondo tentativo di Maestri nel '70. Messner ne è certo: Maestri non ha detto la verità e naturalmente è stata subito polemica quando lo ha detto senza tanti giri di parole al Film Festival 2009 di Trento.
Nel ripercorrere le vicende Messner - che per la prima volta in questo libro si fa storico e cronista, anziché protagonista in prima persona - incontra tutti i personaggi che hanno fatto la storia del Cerro Torre, da Walter Bonatti a Maestri, Ferrari, Fava e Ermanno Salvaterra («l'Uomo del Torre»), cercando sempre di scavare nella psicologia di questi alpinisti, di capirne, da esperto, ansie, insoddisfazioni, nodi irrisolti.
Il libro "GRIDO DI PIETRA Cerro Torre, la montagna impossibile" di Reinhold Messner è edito da Corbaccio.
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