Stefano Cagol, stati influenzali
di CORONA PERER
(aprile 2011) Stefano Cagol parteciperà con un progetto autonomo alla Biennale di Venezia. Il progetto ha a che fare la storia e l'identità trentina e non a caso si intitola "Concilio". L'artista arriva a Venezia con un biglietto da visita di presentazione che porta come principali promoters la Galleria Civica di Trento, il Mart e l'assessorato alle attività culturali della Provincia Autonoma di Trento.
In attesa di conoscere il nuovo progetto del trentino Stefano Cagol tra pretesto e provocazione, una delle sue intuizioni. "Ho fatto Flu". L'influenza è da tempo nell'arte ma il primo a fare della paura un tema è stato lui.
Nelle sue installazioni, Stefano Cagol si confronta con tematiche socio-politiche sottolineando il veloce cambiamento dei sistemi di valore e dei punti di potere nel momento attuale. Per fare questo utilizza gli stessi meccanismi di influenza e controllo, come quelli della propaganda: usa infatti termini e temi di dominio comune per svelare nuovi messaggi e punti di vista lasciati però volutamente sospesi tra significati familiari e nuovi significati aperti all'interpretazione dell'osservatore.
Un approccio che di recente ha ottenuto le attenzioni della rete televisiva europea Tv Brussels. In un servizio dedicato all'artista trentino, andato in onda nei canali della tv europea durante il programma "Brussels International", è stata data grande attenzione ai temi emersi da una tavola rotonda con curatori internazionali (una di queste arrivata appositamente da Taipei) interamente incentrata sull'installazione di Cagol "Flu Power Flu" posta sulla facciata del centro d'arte Beursschouwburg di Bruxelles.
L'opera che doveva essere temporanea ed è poi stata trasformata in permanente e che fa discutere. Soprattutto piace alla gente: da quasi due anni si presenta con la sua carica enigmatica agli occhi dei numerosi passanti della centralissima via cittadina. L'opera lampeggia ininterrottamente di fronte agli occhi dei numerosi passanti. Sembra promettere chissà cosa ed invece è un messaggio di allerta.
Ne vedremo presto una parte nello spazio pubblico Le Carceri di Caldaro dove Cagol esporrà in coppia con l'artista sud-tirolese Arthur Kostner. L'inaugurazione è alle 19 del prossimo 14 maggio. Ma intanto è ad ArtBrussels che studiosi e critici discutono le tematiche sollevate dal concept dell'opera che ruota attorno alla paura (e mai come in questo periodo di pandemia il tema è tornato di prepotente attualità). Dietro al tema dell'influenza globale c'è infatti quello della relazione e del contatto, della contaminazione e della integrazione. Ora pare che il tutto diventerà anche un libro e un video, dopo aver dominato anche i canali di una radio web.
L'artista trentino ha appena aperto nella capitale europea anche un suo atelier nel centralissimo cuore creativo della città, costellato di gallerie d'arte, studi d'architettura e design. Tra gli hangar di stoccaggio del canale navigabile e i depositi all'ingrosso di prodotti turchi, il Cagol-atelier è uno spazio ex-industriale articolato su due livelli dove l'artista sperimenta luce e suono tra dentro e fuori il palazzo. E' in questo spazio che il progetto Flu prende corpo tra siringhe così enormi da sembrare ormai dei razzi. Il Beursschouwburg Art Center è il più importante centro culturale fiammingo nella capitale europea.
Cagol è giustamente orgoglioso della collocazione della sua opera. "Non si tratta di una mostra personale, ma di un progetto per dibattere sul ruolo dell'arte nella società di oggi. Ho scelto il titolo "BOOOM - Flu Power Flu" con l'idea di un'arte che deve attirare l'attenzione e lasciare il segno nell'era della sovrabbondanza di comunicazione" spiega l'artista.
Stefano Cagol è nato a Trento nel 1969. Ha vissuto dieci anni a Berna in Svizzera, attualmente vive e lavora tra Trento e Bruxelles. Ha studiato all'Accademia di Brera a Milano e alla Ryerson University di Toronto. Il suo intervento d'arte pubblica ‘Flu Power Flu' è in permanenza sulla facciata esterna l BeursSchouwburg Art Center di Bruxelles. Nel 2008 una sua installazione è stata esposta, e in seguito acquisita al Mart di Rovereto, nell'ambito della mostra ‘Eurasia' a cura di Achille Bonito Oliva.