Un video e due artisti che diventano attori. Il tutto prendendo ispirazione da Borges e dal fatato mondo di una biblioteca

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Edgar Caracristi nella biblioteca-Universo

Due artisti: Edgar Caracristi e Marco Adami si trasformano in bibliotecari tra passato e presente. A dirigerli Armin Ferrari (una mostra di fotografie del backstage è in visione alla Biblioteca Civica di Rovereto).

Nato da uno spunto di Edgar Caracristi, il filmato sembra porre un quesito: cosa è e come deve essere una biblioteca? E' un mito, anzi: la rappresentazione dell'universo. Immaginatela allora con gli occhi di una celebre penna: un susseguirsi di stanze, ogni stanza ha 25 scaffali e ogni scaffale completo e stipato di libri. Meno uno. E poi immaginate che ogni libro abbia 410 pagine  e ogni pagina 40 righe. E naturalmente metteteci dentro il genio di una biblioteca che non è nulla se non vi fosse anche chi la ordina e conserva: ecco allora il bibliotecario, nutrito di polvere e umile servitore del sapere.

Un racconto di Borges descrive la biblioteca proprio così come un luogo dove la concordanza numerica ha qualcosa di magico, misterioso, quasi biblico.  Scritto nel 1941, ma pubblicato successivamente, Borges immagina un luogo onirico che ha comunque a che fare con il mito, non  a caso lo intitolò "La Biblioteca di Babele". Vi si leggono queste parole:

"L'universo, che altri chiaman la biblioteca, si compone di un numero indefinito e forse infinito di gallerie esagonali...ciascun libro è di 410 pagine, ciascuna pagina di 40 righe, ciascuna riga di 40 lettere di colore nero.. Non vi sono nella biblioteca due soli libri identici..."

Due giovani cineasti e due artisti hanno trasformato il tutto in un cortometraggio e hanno ricostruito il clima di una biblioteca in una situzione oniricacome quello descritta del celebre scrittore. Vi è il mito, l'eterno, il sapere che si tramanda e chiede umili servitori a sua tutela. "Esagono" interpretato dal pittore Edgar Caracristi è un cortometraggio che racconta la rinascita della antichissima  Biblioteca Tartarotti di Rovereto o meglio, del suo nucleo più prezioso, ovvero l'Archivio Storico. Dura 12 minuti e rappresenta la caleidoscopica struttura del sapere racchiuso in una biblioteca. In questo caso Caracristi è un bibliotecario che non sa di esserlo, ma riceve il mandato da una figura enigmatica: il fantasma del suo predecessore che gli chiede di tutelare il tesoro per il futuro e gli narra di chi fece scempio del sapere devastando con il fuoco i libri scomodi. Ad interpretare questo secondo ruolo è un altro artista: Marco Adami. Il clima è sospeso, l'atmosfera rarefatta.

Del filmato è regista Armin Ferrari che ha ideato il soggetto e lo ha sceneggiato  insieme agli stessi Caracristi e Adami, con la fotografia di Alberto Bonvicin. Anche la colonna sonora è originale. Ne sono autori Simonluca Laitempergher (compositore bolzanino residente a Bologna) e lo stesso Caracristi grande appassionato di musica che interpreta il brano sui titoli di coda. Girato nell' archivio storico di Rovereto e nel Foyer del teatro comunale di Bolzano, il video entra anche nello studio di Caracristi dove lo si vede all'opera con il torchio ottocentesco, perfettamente funzionante, che l'artista conserva nella cantina e con il quale produce stampe e acqueforti. 
(Rovereto, 24 aprile 2009) - Corona Perer

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