In occasione di Manifesta 7, Achille Bonito Oliva diventa esploratore del territorio immaginato da Beuys. Nel nome della coesistenza delle differenze - Al Mart di Rovereto fino al 16 Novembre 2008

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Una curiosa foto del catalogo di Eurasia con Lele Zwilling
gatto intellettuale

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L'opera di Chiraru Shiota accoglie il visitatore nel foyer del Mart.
Tante finestre, e dentro una sedia. (Foto C.Perer)

Eurasia, l'arte della dissolvenza

di Guglielmo Vasto 

(Rovereto, 27 giugno 2008) - Da dove nasce il progetto? Achille Bonito Oliva lo ha spiegato ai giornalisti al pre-view della mostra.
Nel 1967, l'artista tedesco Beuys con un apposito Manifesto fondava lo stato fittizio di Eurasia. Un territorio aperto, senza limiti fisici e dogmatici, rappresentazione geografica dell'utopica fusione tra realismo occidentale e misticismo orientale. Il luogo della totalità non ancora dispersa. Da questo antefatto nasce il progetto "Eurasia" di Achille Bonito Oliva al Mart di Rovereto
La sua riflessione prende le mosse dall'idea che sia possibile confrontarsi in prospettiva storica con l'opera di Beuys rileggendola e ri-progettandola. In collaborazione con un team di giovani curatori internazionali, presenta quindi una visione dell'arte capace di "bucare" ogni identità separata e di indicare la possibilità di un'arte scorrevole tra Europa e Asia. "Eurasia" appunto.
Il titolo dell'esposizione è ripreso dal nome che Beuys diede ad alcune sue performances (tra il 1966 e il 1968) rappresentate nel video "Eurasienstab 1967" realizzato il 9 febbraio 1968 al Wide White Space di Anversa.
"Eurasia", secondo Beuys è una visione geografica e, insieme, espressione di una nuova e complessa identità artistica, non più territoriale e autarchica, ma centrata sul mondo e sull'uomo.
Il termine "dissolvenze", ripreso dal linguaggio cinematografico, vuole  invece evidenziare lo sfumare da un territorio geoculturale all'altro, inteso come superamento del concetto separato di confine.
Arte totale, nuovo umanesimo e responsabilità etica sono le parole chiave ed alcuni argomenti fondamentali dell'opera di Beuys. Il multiculturalismo e l'aspirazione ad un'arte totale, l'attitudine allo sconfinamento, e il "concetto ampliato dell'arte" trovano un puntuale riscontro nel lavoro degli artisti delle nuove generazioni.
La mostra vuole quindi favorire una riflessione che recupera contenuti e tematiche del nostro tempo, vere e proprie emergenze ed afferma un valore: la coesistenza delle differenze.
Come sostiene nel suo saggio Achille Bonito Oliva, più che la morte dell'arte, potrebbe esserci quella del pubblico. "Eurasia. Dissolvenze geografiche dell'arte" si pone quindi l'obiettivo di recuperare una maggiore attenzione ai temi attinenti al sociale e di promuovere l'arte totale dei giovani di un ideale continente che scorre senza soluzione di continuità dall'Europa fino all'Asia.

 

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