Gino Severini l'artista italiano più francese
(Rovereto, 10 gennaio 2012) - Protagonista del movimento futurista, Gino Severini ebbe un ruolo fondamentale come punto di contatto tra l'arte italiana e francese nel periodo delle avanguardie e, successivamente, del ritorno al classicismo.
Nato a Cortona nel 1883, dopo gli anni trascorsi presso lo studio di Giacomo Balla a Roma, Severini - "l'Italien de Paris" - compì la sua formazione tra l'Italia e la Francia, dove si trasferisce nel 1906. La ricerca divisionista, che si fonde con l'influenza del pointillisme, è alla base della sua originale interpretazione del futurismo. I suoi soggetti preferiti lo allontanavano dal gusto dei compagni di avventura futuristi: le grandi folle urbane (si veda "The Boulevard" della Estorick Collection), i luoghi del divertimento e il volteggiare delle ballerine. Il linguaggio dell'avanguardia italiana, in Severini si incrociava inoltre con le suggestioni del cubismo e dell'orfismo.
A partire dalla metà degli anni Dieci, Severini fu tra i protagonisti della stagione del "ritorno all'ordine", di cui pone le basi con la straordinaria "Maternità" del 1916, cronologicamente vicina solo alle opere di Picasso nell'anticipare la tendenza di un nuovo classicismo che avrebbe toccato tutta l'Europa.
I legami con la Francia sono presenti costantemente durante tutta la carriera dell'artista, a partire dal testo "Du Cubisme au classicisme. Estetique du compas et du nombre", pubblicato a Parigi nel 1921, fino alla sua vicinanza, negli anni Trenta, al gruppo "Les Italiens de Paris".
La mostra - recentemente ospitata al Mart di Rovereto - nata da un progetto di Gabriella Belli e di Daniela Fonti, docente di Storia dell'arte contemporanea all'Università La Sapienza di Roma e autrice del catalogo ragionato su Severini testo di riferimento per tutti gli studi sull'artista, è finita. Resta il percorso di lettura messo a punto dalla stessa Gabriella Belli con Marie-Paule Vial che in Trentino ha portato una selezione ampliata rispetto alle ottanta opere della prima tappa francese.Nel 1967 il Musée national d'Art moderne di Parigi aveva commemorato Severini, dedicandogli una grande mostra personale. Dopo cinquant'anni, questa esposizione ha riportarto la figura al centro del dibattito artistico ripercorrendo i passi di un itinerario che si snoda tra settantotto opere, provenienti dal Mart e dalle più importanti collezioni pubbliche e private italiane e internazionali come la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Centre Pompidou, la Estorick Collection di Londra e la Fondazione Thyssen di Madrid e il MoMA di New York.
In occasione della mostra al Musée de l'Orangerie, l'Archivio del ‘900 del Mart ha pubblicato, in un volume curato da G. Radin, la "Correspondance Gino Severini Jacques Maritain (1923-1966)", Collana Documenti del Mart, 14. Il libro è edito dal Mart e da Leo S. Olschki Editore, Firenze.Il volume raccoglie oltre 200 lettere conservate dal Cercle d'Études Jacques et Raïssa Maritain di Kolbsheim, da Romana Severini, figlia di Gino, e dal Mart di Rovereto, che si è fatto promotore della pubblicazione.
Gli scambi epistolari tra il filosofo e il pittore testimoniano la fedeltà di un rapporto coltivato nel corso di quattro decenni e documentano la maturazione professionale di Severini, il pensiero estetico di Maritain, il dibattito sull'arte sacra, le riflessioni sul fascismo e sul mondo contemporaneo.
Per la seconda edizione della mostra, quella italiana, è stato pubblicato l'inventario dell'archivio Severini conservato al Mart. Il volume è a cura di Paola Pettenella e di Gabriella De Marco, autrice della biografia e di un saggio introduttivo.
> Le mostre in corso a Rovereto (novembre 2011)