Con la mostra "Riapre il '700 a Rovereto", torna all'antico splendore uno dei più bei palazzi cittadini

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Il piano nobile

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dettaglio del soffitto (da cui ha tratto ispirazione il logo)

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Inaugurazione con la musica della brava e giovanissima arpista Cassandra Tomella di Cremona allieva della scuola musicale "Zandonai" di Rovereto. Sotto: la collezione Carlo Fait

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Rovereto: Palazzo Alberti Poja gioiello del '700

(Rovereto 17 dicembre 2011) -Il palazzo fu costruito nel 1778 sul Corso Nuovo Grande, ora Angelo Bettini, ampia strada settecentesca che collega l'antico borgo verso Trento, dal conte Francesco Alberti Poja, sposato alla baronessina Eleonora Piomarta, la quale aveva l'obbligo di risiedere a Rovereto come clausola dell'eredità lasciatale dal fratello Gaetano (il giovane promotore nel 1772 della costruzione del grandioso palazzo di famiglia, morto l'anno seguente a soli 29 anni).

L'architetto Ambrogio Rosmini seguì i lavori di costruzione e già nel 1779 si diede avvio all'abbellimento interno con decorazioni a stucco e affreschi dei fratelli veronesi Marco e Francesco Marcola.

Grazie al recente restauro sono state portate alla luce altre decorazioni eseguite tra la fine del Settecento e inizio dell'Ottocento.  All'interno si conserva la cappella risalente al 1782. Grazie alla scala - ornata da raffinati stucchi settecenteschi - si accede al piano nobile che conserva diversi affreschi eseguiti da Marco Marcola (Verona 1740-1793) con l'aiuto del fratello Francesco per le quadrature illusionistiche.

Sul soffitto del salone centrale spicca il racconto del Giudizio di Paride (in foto).Restituire alla città di Rovereto un gioiello architettonico quale è Palazzo Alberti Poja, edificio carico di storia e di riferimenti per la comunità locale; e al tempo stesso valorizzare il ricco patrimonio di collezioni d'arte che Rovereto e il Trentino ci hanno lasciato in eredità negli ultimi secoli.

Palazzo Alberti Poja è edificio carico di storia e di riferimenti per la comunità locale con decorazioni a stucco e dipinte di grande raffinatezza. 

"Il Mart ha accolto con grande entusiasmo la proposta del Comune di Rovereto di assicurare la curatela scientifica e museografica di un nuovo percorso espositivo a Palazzo Alberti Poja  - ha commentato il presidente del Mart Franco Bernabè  -  e il risultato  sarà una piacevole sorpresa per i roveretani e per i molti visitatori italiani e internazionali che seguono abitualmente le nostre iniziative" . 

La restituzione del Palazzo alla città in questa sua nuova destinazione è il segno tangibile di un atto importante e significativo, non solo per la città, ma in generale per il Trentino. Per questo, più che di una mostra d'arte e di un riassetto interno dell'edificio, sarebbe più corretto parlare di vero e proprio "progetto culturale", che vede il suo fulcro nella sinergia fra Comune di Rovereto e Mart.

Con la nuova destinazione del Palazzo a 'scrigno' dell'arte e delle collezioni roveretane, si delinea un percorso che parte da Corso Bettini, passa per il cuore del centro storico e arriva fino al quartiere di Santa Maria, dove già nei prossimi mesi un altro gioiello architettonico di Rovereto. "La Casa dei Turchi che si affaccia sul Leno, sarà restituito alla città anche per una fruizione pubblica" ha annunciato il sindaco che ha annunciato l'intenzione di fare di Palazzo Alberti Poja anche la sede di spazi laboratoriali e di ricerca applicata sul patrimonio d'arte.

L'apertura (con la musica della brava e giovanissima arpista Cassandra Tomella di Cremona allieva della scuola musicale "Zandonai" di Rovereto) conferisce alla dimora il nome originale di Palazzo Alberti Poja che recupera la denominazione originaria del Palazzo. Non è solo la conclusione di mesi di lavoro e di impegno, ma piuttosto l'inizio di una fase nuova: Corso Bettini diventerà uno snodo tra il Mart, le eccellenze della formazione come l'Università, e il centro storico di Rovereto.

 

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