Una mostra che trasloca dal possibile reale (non realizzato) di Manifesta 7 al reale-virtuale (realizzato) di SENTIRE. Un paradosso anima ARTE IN MOVIMENTO by SENTIRE

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RAVENESS, fotogramma, Terry Smith 2007

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Verena Stenke, una dei 9 artisti coinvolti in questa mostra

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Yoko Ono

Arte: il reale virtuale - di Corona Perer

Ci siamo incontrati a Verona: Andrea Pagnes saliva da Firenze, Barbara Schweizer proveniva da Venezia, io scendevo da Rovereto. Ci attendeva la discussione di un progetto indefinibile a prima vista: pensato per Manifesta 7 - e da questa accolto come parallel events - non era stato realizzato per una serie di motivazioni logistiche connaturate alla sua complessità. Dunque un progetto artistico che esisteva e non esisteva allo stesso tempo. La cosa mi incuriosiva.

Il progetto, incentrato sulla mobilità dell'arte, era stato pensato per le stazioni ferroviarie ed in particolare per i binari morti dove avrebbero trovato locations gli artisti proposti dai due giovani curatori. La tratta sarebbe stata proprio quella di Manifesta 7. "Idea geniale" dissi a Barbara quando mi aveva presentato l'idea in vista di una possibile recensione futura su SENTIRE prima ancora che Manifesta 7 decollasse. 

Qualche mese dopo la telefonata di Barbara mi informava che in realtà l'evento era rimasto un'idea, poco importa ora sapere per colpa di 'chi' o per quali ragioni. Perciò proponeva che i binari immaginati dai due creativi diventassero la rete, il web: non era forse anche questa mobilità dell'arte?  E dal momento che sulla rete, proprio in Trentino c'era SENTIRE con la sua scelta di dedicarsi all'arte e al gusto dell'immagine - per il gusto della Bellezza-contenuto - mi presentavano l'idea. Di questo dovevamo dunque discutere a Verona.

Ed ecco realizzata l'idea: una mostra che trasloca dal possibile-reale (ma non realizzato) di Manifesta 7... al reale-virtuale (ma realizzato) di SENTIRE.

E' un paradosso quello che sta dietro alla mostra ARTE IN MOVIMENTO con la quale SENTIRE inaugura una sorta di galleria d'arte dove non si compra e non si vende, ma si fa abitare Arte e Pensiero.

Del progetto originario ci sono alcune parti al fine di agevolare l'accessibilità alle pagine e la loro fruizione estetica. Troverete
 uno straordinario Giuliano Orsingher con un albero rovesciato dove il legno sembra tarsformarsi in corallo. Si protende verso il cielo, dopo essere stato una vita ancorato alla terra. Possiamo leggerci anche il desiderio di elevazione che sta in ognuno di noi. Trentino del Primiero e artista a tutto tondo Orsingher possiede l'eccezionale capacità di dare vita ai sassi (quelli suoi del Vanoi). Tra tutti gli artisti che proponiamo è quello che meglio di tutti interpreta l'arte come 'saper-fare', ovvero manualità applicata all'idea.

Maurizio Pellegrin ci introduce in una stanza asettica dove tutto appare provvisorio. Yoko Ono (che qui a fianco vediamo durante la sua performance) mostra qualcosa che solo apparentemente sembra ridondante o una citazione pescata dai ricordi. Non va però dimenticato che non ci sarebbe stata 'Imagine' se lei non l'avesse suggerita a John Lennon. La sua tavoletta in legno propone la potenzialità virale dell'arte: è comunicazione, può ammalarci della più bella malattia: quella per un sogno.Terry Smith propone arte psicanalitica che indaga il normale-anormale o l'anormale-normale; Markus Schaller, Mauro Sambo, Seamus Farrell, Andrea Pagnes, Verena Stenke completano la galleria.

La mostra vuole esere evocativa: tra le tante opere sono state scelte quelle più coerenti con il progetto di SENTIRE: contenuto e forma.  Assumerà un corpo fisico questa mostra? Vedremo. Altrimenti resterà quello che è: un reale...virtuale. Che non c'è stato (a Manifesta 7), che c'è (su Sentire), che potrebbe esserci (alla prossima Biennale).
 

Corona Perer
direttore di SENTIRE


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