Classicità in chiave post-moderna

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Maurizio Cattelan "All", 2008

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Dafne Tafuri

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Galliani, "Antropomorfica 2" (natività), 2008

Marmo, il grande ritorno

di Corona Perer

(2010) - Il marmo  torna ad essere protagonista del fare arte. Indiscutibile la forza - e la paradossale 'armonia' visto il tema scelto - dei corpi/cadavere avvolti in un pietoso velo bianco e allineati nella hall di palazzo Grassi per dire l'orrore della guerra.  E' "ALL" di Maurizio Cattelan che dice la triste sequela di morte che contraddistingue i nostri tempi. La scultura è quasi barocca, sembra di essere di fronte a un Bernini che si è risvegliato.

Il fascino del marmo torna anche nelle opere di Dafne Tafuri, quarantenne, romana, protagonista di sconfinamenti tra i diversi campi della scultura della scenografia e dell'illustrazione. Il suo è un doppio percorso, rivolto alla "memoria": la storia di una grande opera in marmo, riletta nel suo iter creativo attraverso fotografie e documenti, ma anche la possibilità di un nuovo operare. L'artista li definisce "rapporti più armoniosi e rapporti più dissonanti": dalla levigatezza e ieraticità del marmo  - che vediamo dalla collezione privata di Taino, in provincia di Varese - ad appunti fatti sul marmo con grumi di colore rappreso, rigore geometrico e forme indefinie

"Marmo Solo" di Michelangelo Galliani è l'altra proposta di un artista giovane (nato nel 1975 a Montecchio Emilia dove vive e lavora) ma già affermato. Ha scelto anche lui il marmo. Lo scolpisce ricercando nuove forme di vita. La sua formazione scultorea è avvenuta all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Già con Metamorfosi mescolava figura umana a forme animali, in bilico tra scenari mitologici e nuove frontiere scientifiche. È molto forte il riferimento alla sperimentazione genetica e alla clonazione umana, allo smembramento del corpo, sempre più oggetto e sempre meno soggetto della scienza. In questo modo, nelle sue opere, coniuga la classicità della tecnica con le allusioni ad un presente inquietante e in particolare una natura sempre più manipolata dove l'identità dell'essere è sempre più in crisi.

Dice l'artista: "... MARMO SOLO perchè è un assolo del marmo, perchè è tuffo nella materia, nella polvere, nel lavoro, nel candore, nel bianco assoluto, perchè è la grammatica della scultura che cerco da molto tempo e che non troverò mai, perchè è il dettaglio e il suo contrario, perchè è il dramma irrisolto, perchè per quanto io possa fare, la bellezza che cerco mi sfuggirà sempre dalle mani".

E non vi è dubbio che è proprio una materia pesante come il marmo di Carrara a dire la forza eterna dell'Arte e la maestria di chi fa arte 'con' il marmo, vera sfida per ogni artista, dai Michelangelo rinascimentali a quelli odierni, Cattelan compreso.

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