E' il marmo il vero protagonista di alcuni importanti eventi tra Venezia, Roma e Trento

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Maurizio Cattelan "All", 2008, Palazzo Grassi

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Dafne Tafuri da Galleria Embrice a Roma

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Galliani, "Antropomorfica 2" (natività), 2008
Galleria Buonanno - Mezzolombardo Tn

Arte, il grande ritorno del marmo

di Corona Perer

Lo avevamo visto ad Italics a Venezia (palazzo Grassi). Il marmo che torna ad essere protagonista del fare arte.
Indiscutibile la forza - e la paradossale 'armonia' visto il tema scelto - dei corpi/cadavere avvolti in un pietoso velo bianco e allineati nella hall di palazzo Grassi per dire l'orrore della guerra. 
 E' "ALL" di Maurizio Cattelan che dice la triste sequela di morte che contraddistingue i nostri tempi. La scultura è quasi barocca, sembra di essere di fronte a un Bernini che si è risvegliato.

Il fascino del marmo torna anche nelle opere di Dafne Tafuri, quarantenne, romana, protagonista di sconfinamenti tra i diversi campi della scultura della scenografia e dell'illustrazione. In questi giorni ha aperto a Roma alla galleria Embrice Arti e Mestiere una mostra - curata da Francesco Moschini - in cui propone un doppio percorso, rivolto alla "memoria": la storia di una grande opera in marmo, riletta nel suo iter creativo attraverso fotografie e documenti, ma anche la possibilità di un nuovo operare. L'artista li definisce "rapporti più armoniosi e rapporti più dissonanti": dalla levigatezza e ieraticità del marmo  - che vediamo dalla collezione privata di Taino, in provincia di Varese - ad appunti fatti sul marmo con grumi di colore rappreso, rigore geometrico e forme indefinite (da Galleria Embrice - Roma, Via delle Sette Chiese, 78).

Ed infine in Trentino  con "Marmo Solo" e Michelangelo Galliani proposto dalla Galleria Buonanno Arte Contemporanea di Mezzolombardo-Trento. Artista giovane (nato nel 1975 a Montecchio Emilia dove vive e lavora) ma già affermato. Ha scelto anche lui il marmo, anzi marmo solo. Lo scolpisce ricercando nuove forme di vita. La sua formazione scultorea è avvenuta all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Già con Metamorfosi mescolava figura umana a forme animali, in bilico tra scenari mitologici e nuove frontiere scientifiche. È molto forte il riferimento alla sperimentazione genetica e alla clonazione umana, allo smembramento del corpo, sempre più oggetto e sempre meno soggetto della scienza. In questo modo, nelle sue opere, coniuga la classicità della tecnica con le allusioni ad un presente inquietante. Michelangelo Galliani in questa mostra presenta tra le altre alcune opere inedite dove è presente una natura sempre più manipolata dove l'identità dell'essere è sempre più in crisi.
Dice l'artista: "...Ho chiamato questa mostra MARMO SOLO perchè è un assolo del marmo, perchè è tuffo nella materia, nella polvere, nel lavoro, nel candore, nel bianco assoluto, perchè è la grammatica della scultura che cerco da molto tempo e che non troverò mai, perchè è il dettaglio e il suo contrario, perchè è il dramma irrisolto, perchè per quanto io possa fare, la bellezza che cerco mi sfuggirà sempre dalle mani".

E non vi è dubbio che è proprio una materia pesante come il marmo di Carrara a dire la forza eterna dell'Arte e la maestria di chi fa arte 'con' il marmo, vera sfida per ogni artista, dai Michelangelo rinascimentali a quelli odierni, Cattelan compreso.

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