Dalla salute, all'ambiente: come indurre comportamenti virtuosi spontanei.

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La difficile quadratura del cerchio,
l'equilibrio, l'armonia, l'Uomo
secondo un grande: Leonardo

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La sede del convegno è stata data dalla Facoltà
Scienze Cognitive di Rovereto

Cervello- e- comportamenti a rischio

Rovereto, 28 agosto 2009 - La scommessa punta in primo piano sugli interventi delle nuove scienze cognitive e nella tecnica del 'nudge'. Se ne è parlato a Rovereto in occasione del 22° congresso della European Association of Decision Making ospitato nella sede della Facoltà Scienze Cognitive dell'Università di Trento, in corso Bettini.

I lavori sono stati coordinati dalla Prof.ssa Luisa Canal, docente dell'Università di Trento ed hanno visto la partecipazione di esperti della materia tra i quali Robin Hogarth e Ilana Ritov, già collega del premio Nobel per l'economia Daniel Kahneman (a cui ha l'ateneo trentino ha conferito la laurea honoris causa nel 2002).

Si è trattato di fare il punto su quanto finora è stato elaborato per accelerare il processo di supporto ai decisori pubblici e ai legislatori. Le parole chiave dei lavori sono state tre: "Probability, Utility, Decision Making". Molti sono gli studiosi impegnati anche presso l'Università di Trento su queste tematiche.  A Rovereto, il Laboratorio di ricerca sulla decisione strategica del Dipartimento di Scienze della cognizione e della formazione  si sta affermando a livello internazionale come punto di riferimento per i progressi nel campo del decision making.

Ne è una riprova il fatto che due dei suoi studiosi, i professori Konstantinos Hadjichristidis (direttore del laboratorio) e Nicolao Bonini stanno riscuotendo in queste settimane un buon successo editoriale con un volume "Il sesto senso. Emozione e Ragione nella decisione" (Il Sole24Ore, Milano) dedicato proprio a questi temi.

La conferenza di Rovereto non è stata solo per addetti ai lavori. Nella tavola rotonda finale, anche la città ha potuto entrare in questa prestigiosa stanza di pensiero scientifico. "L'invito era rivolto agli amministratori e ai dirigenti pubblici, nonché a tutta la classe politica, a cui tocca il compito importante e delicato di decidere per la collettività" ci ha spiegato la prof.ssa Canal.

I lavori del convegno sono partiti da una presa d'atto: servono a poco i grandi progetti di comunicazione e sensibilizzazione, campagne pubblicitarie, testimonial autorevoli, che tentano di incidere sui comportamenti a ruschio, ma spesso senza risultati apprezzabili. Gli esperti hanno infatti verificato che modificare i modelli sbagliati, pericolosi o poco civili dei cittadini in molti settori - dalla salute, all'ambiente, dalla convivenza civile - non è affatto facile.

Perché, nonostante tutti gli interventi di dissuasione messi in atto, la gente, ad esempio, continua a fumare, ad usare automobili inquinanti, a consumare oltre le proprie possibilità e senza tenere conto dell'impatto sull'ambiente? Perché, al contrario, molte campagne pubblicitarie, pur promuovendo prodotti dannosi per la salute o per l'ambiente, hanno così impatto e successo? Che i pubblicitari siano divenuti esperti nell'arte di convincere i consumatori sfruttando leve di tipo psicologico è ormai assodato.

Quello che sorprende è che ora molte amministrazioni (il presidente degli Stati Uniti Obama, in testa) abbiano deciso di adottare le stesse armi anche per promuovere comportamenti virtuosi.  La questione è dunque: come indurre i cittadini a comportamenti virtuosi senza compromettere la libertà di scelta personale. Un equilibrio che in America ha già preso il nome di "paternalismo libertario". La risposta sta in una nuova parola, ormai entrata a far parte del vocabolario degli specialisti: "nudge", quella serie di strumenti (come incentivi, regole precostituite, meccanismi di feedback) che costituiscono una piccola "spinta", un incoraggiamento che porta ad un cambiamento sensibile nel comportamento di un individuo o di un gruppo, senza forzare e agendo su meccanismi di tipo psicologico.

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