Tra le sbarre di un carcere
di Donata Borgonovo Re
L'esperienza avviata nell'aprile 2007 dall'ufficio del Difensore civico della Provincia autonoma di Trento consiste nel garantire due recapiti mensili presso la Casa circondariale della città, per consentire anche ai cittadini - italiani o stranieri che siano - temporaneamente detenuti di utilizzare un istituto di garanzia presente sul territorio. L'ingresso del Difensore civico in carcere, seppur risulti ancora unica in Italia, ha precedenti illustri: in Francia, dal 2004 il Médiateur ha attivato una sperimentazione con dieci strutture penitenziarie del Paese, inviando propri delegati all'interno delle carceri per svolgere le medesime funzioni di tutela nei confronti delle Pubbliche amministrazioni che vengono svolte a favore dei cittadini liberi.
Lo scopo della sperimentazione francese, nel quale ci riconosciamo pienamente, è quello di consentire a ciascun cittadino, qualunque sia la sua condizione, di beneficiare dei propri diritti e dunque di accedere alle tutele messe a disposizione dall'ordinamento.
Seppur con diversa ampiezza, anche la Repubblica Ceca, rinnovando nel 2006 la legislazione sul Difensore civico nazionale, ha previsto che il Difensore civico possa visitare tutte le strutture che accolgono persone soggette a restrizione della libertà, esaminando altresì il trattamento loro riservato, adoperandosi
per garantire che siano rispettati i loro diritti fondamentali e rafforzandone la protezione rispetto ai maltrattamenti.
Ciò significa che il Difensore civico ceco può accedere non solo alle carceri, ma alle strutture militari, alle celle di polizia, alle strutture di detenzione degli stranieri, alle strutture di asilo
del Ministero dell'interno nonché alle diverse tipologie di strutture di protezione o assistenza sociale.
In Italia certamente l'ordinamento garantisce già istituti di controllo e vigilanza sulle condizioni dei cittadini ristretti nelle carceri (si pensi alle funzioni della magistratura di sorveglianza); di conseguenza la figura del Difensore civico non può intervenire in ambiti che sono di competenza di altri organi, ma svolge le proprie ordinarie funzioni in una sede, per così dire,...straordinaria.
In questi primi sette mesi di lavoro in carcere sono stati aperti 17 fascicoli, 9 dei quali per cittadini stranieri; i problemi trattati vanno dalla domanda di alloggio pubblico ai problemi di assistenza sanitaria, dal rinnovo del permesso di soggiorno all'elezione di domicilio, dal cambio di intestazione delle bollette al riconoscimento di paternità.
Ci rendiamo però conto che, pur trattando questioni apparentemente banali come quelle elencate, ci rapportiamo con persone in situazione di minorità, di dipendenza, di lontananza rispetto alle normali condizioni di vita.
E dunque la nostra attenzione, la nostra capacità di ascolto, la nostra competenza giuridica, in una parola, la nostra professionalità è continuamente chiamata ad essere pienamente umana, a farsi accogliente senza formulare giudizi (che spettano i giudici), a fare insomma della difesa civica uno strumento di ausilio e di sostegno per tutti, ma proprio TUTTI i cittadini.
(gennaio 2008)