"In Etica, impossibile avere le mani pulite" è L'opinione del prof. Alberto Bondolfi della Cattedra Rosminiana Università di Trento

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Il prof. Bondolfi guida ora
l'istituto di Scienze Religiose di Trento

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Una gru dietro a Rosmini: il pensiero rosminiano deve
ancora essere calato nella sua pienezza nella nostra cultura
(Foto C.Perer)

Bondolfi, Etica tra Bioetica e Filosofia

di Corona Perer

(Rovereto maggio 2008) - "In questo campo non è possibile non sporcarsi le mani. L'unico modo per non sporcarle sarebbe...non averle". Il professore Alberto Bondolfi, dell'Università di Losanna, una delle massime autorità internazionali nel campo della riflessione bioetica, ha concluso così il suo dialogo sui limiti della vita, il nascere e il morire, in occasione dei  "Dialoghi di frontiera"  varati a Rovereto all'ombra del pensiero rosminiano promossi dal Comune, dall' Università di Trento e dalla Biblioteca Rosminiana. Sono le tematiche di bioetica a dominare gli incontri.

Li hanno chiamati così non solo perché si tratta di questioni di frontiera, ma perché, secondo lo spirito dialogico e coraggioso di Rosmini "ognuno che vi partecipa dovrebbe sentirsi una frontiera" come ha spiegato Michele Dossi docente di filosofia ed esperto del pensiero rosminiano che l'altra sera ha dato avvio all'iniziativa nella Sala degli specchi di Casa Rosmini. A parlare uno dei 21 membri del comitato bioetico svizzero, docente universitario oltre che incaricato della cattedra rosminiana per questo anno accademico, un luminare per la comunità scientifica: il professor Alberto Bondolfi.

Ebbene. Il docente universitario ha dichiarato che su casi penosi (si pensi al recentissimo caso Englaro) non ci sarà mai una soluzione perfetta. "La perfezione morale non esiste, saremo sempre imperfetti" ha dichiarato il docente universitario la cui matrice di pensiero rivela un'impronta religiosa ma che, pur tuttavia, ha condotto la serata con argomentazioni laiche e tecniche sul filo del paradosso e del dettaglio.

Di grande interesse la sua visione. "Non è vero che si devono definire le grandi questioni per poi farne discendere le regole di comportamento etico" ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se per affrontare tali delicate questioni non serva prima definire chi è l'uomo e cosa sia un embrione. "Quando si tratta di decidere se staccare la spina io credo che partendo dall'alto non si arriverà mai a nulla. Invece bisogna partire dal dettaglio, dal caso specifico. E' meglio trovare un accordo su un dettaglio che non trovarlo su tutto, facendo un lavoro di ricerca che miri ad individuare un possibile accordo" ha dichiarato il professore che ha portato l'esperienza svizzera essendo nato nel Canton Ticino. "Siamo in 21 nel comitato bioetico, parliamo tre lingue diverse, siamo di diverse religioni eppure riusciamo a scrivere insieme un documento, perché ragioniamo sui casi concreti" ha detto il noto bioeticista.

"Le guerre di religione non servono e lo sappiamo perché le abbiamo fatte" ha proseguito. Circa le decisioni in materia di etica che bisogna fare allora? "Cercare ciò che è meno immorale e meno arbitrario possibile, ricordando che sarà sempre impossibile non sporcarsi le mani" ha risposto il professore.  L'iniziativa dei "Dialoghi di frontiera" vuole fare memoria del pensiero di Rosmini. Ma Dossi precisa che si tratta di una memoria  ripresa e attualizzata a Rovereto non più in chiave di tradizionale da 'convegnistica rosminiana', ma come stimolo per affrontare in spirito dialogico scottanti questioni di oggi. La sfida dopo la riabilitazione del Rosmini è portare il suo pensiero nella cultura che ne è rimasta priva per secoli.

"E' un'occasione per affrontare, in modo non accademico ma alla portata di tutti, le grandi questioni del nascere e del morire, che oggi inquietano le coscienze e che sono oggetto in Italia di un lacerante dibattito politico e culturale". La possibilità di fare tesoro dell'esperienza di un grande esperto di questioni bioetiche, appartenente all'area culturale svizzera che, su fecondazione, aborto, testamento di fine vita, eutanasia, ha maturato in questi anni risposte etico-giuridiche di grande interesse e originalità, ha dato vita ad un vivace dibattito.


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