Le hanno persino rubato il NOBEL. Ecco quanto scrivevamo nell'agosto scorso

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Prima donna magistrato iraniana e Premio Nobel per la Pace,
Shirin Ebadi chiede alle donne del mondo di lottare con le
donne iraniane

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Shirin Ebadi: "donne d'occidente, vestitevi di nero
e andate al parco per aiutare le donne iraniane"

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Sotto: iraniane di oggi

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Shirin Ebadi: "Alle donne del mondo"

(Teheran, agosto 2009) - Il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi ha inviato un messaggio a tutte le donne chiedendo solidarietà per le madri in lutto in Iran. 

"Donne libere del mondo, la situazione in Iran e peggio di quello che pensavamo. La gente che era contro i risultati delle elezioni in Teheran e le altre città iraniane e andata in strade e in modo pacifico ha manifestato il suo dissenso, la risposta per loro sono state pallottole e bastoni, qualcuno ha potuto scappare ma in un'altra occasione sono stati arrestati di nuovo. Radio e televisione ufficiali iraniane hanno confermato all'inizio 8 morti e dopo hanno parlato di 11 morti, 25 giorni dopo si e visto che tante persone non erano arrestate, ma decedute senza che nessuno informasse le loro famiglie".

Shirin Ebadi che è stata la prima donna magistrato iraniana, afferma che le madri angosciate sono andate dappertutto per avere notizie del loro figli. "Ma non hanno avuto risposte; ora che le madri pian piano prendono le salme del loro figli, si capisce che il numero dei morti era molto piu grande di quello che era stato annunciato ufficialmente e nel momento della consegna delle salme dicono - non dovete parlare con nessuno -. Ma non si puo nascondere la verità per sempre e non si puo tenere il dolore nel petto a lungo, per questo ogni giorno le dimensioni del disastro davanti agli occhi degli iraniani appaiono piu vaste."

Che fare in questa situazione? Shirin Ebadi parla di iniziative di resistenza. "Le madri che hanno perso i loro cari figli o i cui figli sono dispersi o in prigione hanno creato un comitato. I membri di questo comitato e le altre donne che sono solidali con loro ogni sabato pomeriggio alle ore 19.00 per un'ora si riuniscono in un parco in Teheran con vestito nero in segno del lutto e in silenzio fanno sentire il loro dolore ai passanti".

L'appello termina con la condivisione a questo dolore, ma anche con l'invito a resistere e ad esprimere in ogni luogo del mondo un pezzo di Iran. "Con le mie condoglianze a tutte le madri che hanno perso i loro cari figli per la libertà e la democrazia e con la mia solidarietà con le madri che ancora stanno cercando i loro figli dispersi e con il mio dispiacere perche tanti giovani iraniani solo per loro attivita civile e pacifica sono in prigione, chiedo a tutte le donne libere del mondo, di riunirsi ogni sabato sera dalle 19 del pomeriggio alle 20 in un parco della vostra citta vestite di nero e far sentire la vostra solidarietà con le madri in lutto in Iran facendo sentire la loro voce al mondo". Shirin Ebadi

Solidarietà con le madri in lutto in Iran e ovunque nel mondo è stata espressa da "Donne in Nero" di Bergamo e d'Italia. "La nostra solidarietà alle madri iraniane e a tutte le donne che,in Iran e ovunque nel mondo, anche a rischio della loro vita, scendono in strada per esigere giustizia e verità, perché non scenda il silenzio sulle vittime della repressione e del potere che usa la forza delle armi per mettere a tacere chiunque lotti per il rispetto dei propri diritti. Mentre estendiamo la nostra solidarietà alle madri di Iran, alziamo anche le nostre voci perche' la loro sofferenza non venga usata per giustificare "soluzioni" militari alla crisi in Iran, così come e' stata usata la repressione delle donne di Afghanistan per giustificare la guerra, lanciata nel 2001 che continua ancora oggi. "Fuori la guerra dalla storia". 

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