Oblivion Show: fenomeni a teatro
di Roberto Rinaldi
(dicembre 2009) - Oblivion Show: è il fenomeno teatrale nazionale dell'anno. Nel 2010 sono già stati prenotati dal Cordinamento teatrale trentino per dieci recite. Un fenomeno nato su Youtube, che ha cifre da capogiro.
Snobbati da X Factor (ma come tanti altri bravissimi artisti), hanno puntato su Youtube, ora sono stati lanciati a teatro, dove fanno tutto esaurito e hanno creato una popolazione di fan, mai vista nonostante ripropongono canzoni del passato in chiave parodistica e ironica, tipo Quartetto Cetra. Il loro pubblico è tra i 30 e i 50 anni.
La versione dei "Promessi Sposi" in soli dieci minuti ha raggiunto la cifra record di 500,000 mila visite su You Tube. In soli otto mesi, la divertente parodia musicata dagli Oblivion, un gruppo di cinque artisti eclettici, si è trasformata in un evento multimediale senza precedenti. Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, devono la loro celebrità a questo promo del loro talento. Il passo successivo è stato quello di salire girare i teatri di tutta Italia con uno show musicale, firmato da Gioele Dix.
Dopo una sola apparizione a Bolzano pochi giorni fa, nel 2010 gli Oblivion risaliranno la valle dell'Adige per girare il Trentino. Le Officine Smeraldo di Milano, la produzione che ha puntato tutto su di loro, conferma dieci serate, di cui quattro a Trento, e sei distribuite in tutta la provincia. Lorenzo Scuda, chitarrista e voce baritono del gruppo che ama definirsi una sorta di "sperimentazione genetica, un incrocio fra il quartetto Cetra e i Monty Python"è il portavoce.
Da cosa deriva la scelta di chiamarvi Oblivion?
Non c'è una risposta vera, ci chiamiamo così perché è il nome della nostra associazione, un omaggio al brano di Astor Piazolla, Oblivion.
Quando vi siete conosciuti?
Nel 2003 a Bologna alla scuola di musical e insieme abbiamo creato un progetto per fare dei musical, scegliendo un repertorio che comprendeva De Angelis, Giorgio Gaber, il Trio Lescano. Dopo di che abbiamo tentato una strada tutta nostra, tenendo conto del nostro personale ideale di fare della ironia con la musica, con leggerezza e musicalità. A partire dal Quartetto Cetra.
L'idea di creare un video su You Tube?
Lo scopo era quello di avere maggiore visibilità. Abbiamo tentato in molti modi di proporre i nostri spettacoli ma il settore del teatro e quello televisivo è in difficoltà. Abbiamo scelto di farci conoscere con i Promessi Sposi. Le migliaia di contatti hanno costretto l'Ansa a parlare di noi
Il pubblico fa a gara per venire a vedervi. Come ve lo spiegate?
Abbiamo scardinato i giovani dai computer. Prima venivano gli appassionati alla musica del passato, un pubblico che gradiva l'omaggio alla musica geriatrica: i nonni. Ora abbiamo una forcella ad u con un picco che va dai 16 fino ai 50 anni, con un gap intorno ai 30. Vengono i genitori dei giovani.
Il vostro bagaglio di conoscenze?
Comprende tutto: il canto, il ballo, la musica, la comicità. Il repertorio spazia dai Cetra, i Nomadi, le canzoni di Battisti, un numero come quello de "La stazione di Bologna" cinque anacronistici viaggiatori alle prese con i trasporti del Ventunesimo secolo, in cui c'è anche un riferimento alla strage della stazione, ma con il dovuto rispetto per coloro che hanno perso i loro cari.
Cosa c'è nel vostro nuovo spettacolo?
Aabbiamo aggiunto anche Shakespeare in otto minuti, scegliendo i personaggi delle sue tragedie dove si uccidono. Romeo e Giulietta, l'Enrico IV, Otello. Volevamo il plastico del balcone di Giulietta, come i Ris, come fa Bruno Vespa.
La scrittura dei testi?
La scrittura segue poli opposti: siamo figli di Elio e le storie tese, situazioni simili in cui il tipo di scrittura non è efficace teatralmente, la prima volta non prende. C'è una ricerca della perfezione del gesto. L'altro polo è Giorgio Gaber, la parola deve arrivare al pubblico come un cazzotto. È un gioco molto affascinante scrivere per il teatro, all inclusive. Il rigore ci accomuna.