Inaugurata a Rovereto la grande installazione di Margherita Pavesi Mazzoni - Alla ex Manifattura Tabacchi fino al 10 gennaio 2010

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Il Presepe di Margherita Pavesi Mazzoni
è eposto alla ex-Manifattura Tabacchi di Rovereto
per iniziativa della Cassa Rurale di Isera

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Margherita Pavesi e l'antro-presepe

di Corona Perer

(Rovereto 6 dicembre 2009) - Ha una larghezza di circa sei metri, una altezza e profondità di altri quattro. E' un'installazione di arte contemporanea, ma parla di una storia senza tempo. Occupa la Sala delle Botti dove venivano stipate le foglie di tabacco della storica Manifattura di Sacco. La prima figura che il visitatore incontra è un uomo accartocciato su sé stesso e scuro, in quanto chiuso nell'avere anziché nell'essere. E' però una donna ad aprire tragicamente la scena: una figura in catene che trascina una pietra, simbolo di secoli di violenze perpetrati sulle donne, dall'uomo come dalle istituzioni dell'uomo.

Si apre così il grande presepe che allestito alla Manifattura Tabacchi di Rovereto per iniziativa della Cassa Rurale di Isera che lo ha acquisito tra le opere della sua collezione.
Dopo Manifesta 7, l'edificio che un tempo occupava le zigherane e fino a pochi anni fa produceva sigarette, torna a farsi contenitore d'arte. Il monumentale presepe ha un forte sapore antropologico. Non a caso il suo titolo è "Natale dell'Anima".

Lo ha realizzato l'artista toscana Margherita Pavesi Mazzoni, 83 anni, originaria di Milano e trapiantata a Montepulciano. La sua opera parla dell'umanità in cammino, alla ricerca di una luce che dia senso al proprio vivere. Per raccontare il concetto di ri-nascita spirituale, che è al centro del Natale, l'artista ha realizzato una grande installazione utilizzando materiali di molteplice natura: supporti di legno per i quattro piani sui quali si snoda il cammino, catene, filo di ferro, imbottitura di dracon, fiocco cotone, persino calze collant, tubolari di lana e di lamè. Un lavoro certosino che lei stessa illustrerà ai visitatori nelle prime giornate di apertura della mostra. Il presepe rimarrà allestito alla Manifattura Tabacchi fino al 10 gennaio (la mostra è stata prorogata). 

L'artista ama accogliere e guidare i visitatori alla comprensione delle sue opere, poterne parlare è l'atto finale della sua creazione. Un donarsi e un facilitare la comprensione che Margherita Pavesi Mazzoni ritiene un dovere imprescindibile.  "Le mie sculture sono solo conseguenze, conclusioni di senso - afferma - sono sintesi dei miei sogni e delle mie utopie". Il suo messaggio si situa in una visione di credente, ma riesce ad essere a-confessionale grazie al percorso da lei compiuto tra le scritture sacre di ogni tempo (dalle Upanishad ai Vangeli).

La Cassa Rurale di Isera ha predisposto anche due itinerari collaterali per accedere all'opera. Il primo parte dall'arte bizantina, ed attraverso Giotto e Velasquez si offre come un percorso di storia dell'arte a soggetto sacra, il secondo è strutturato sulle icone post-moderne che la stessa Pavesi Mazzoni realizza utilizzando dei legni particolarissimi: a volte si tratta di piccole porte di porcilai e pollai che assumono la preziosità di piccoli tabernacoli. Lei li chiama "i miei legni". La mostra sarà arricchita anche da una serie di opere recenti realizzate dall'artista.

Al presepe di MARGHERITA abbiamo dedicato la terza uscita dei CORTI DI SENTIRE dal titolo "Margherita e la Luce".

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