L'installazione a palazzo Alberti nasce grazie a FBK

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I due pannelli, uno dei quali un semplice specchio,
ricreano il climax dell'ambulacro dove l'iscrizione
fu posta in epoca romana. (Foto C.Perer)

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Arte contemporanea ed archeologia

La Grande Iscrizione di Gortyna, costituisce il più grande monumento epigrafico di tutto il mondo greco. Risale al V secolo a.C. e  si trova a Creta.

Scoperta da Federico Halbherr nel 1884, è la più antica testimonianza archeologica di un testo giuridico-normativo. Per ricordare l'importanza della scoperta dell'archeologo roveretano, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Provincia autonoma di Trento ha lavorato con l'unità di ricerca sui sensori ottici integrati del Centro Materiali e Microsistemi di Fondazione Bruno Kessler per realizzare il modello tridimensionale dell'iscrizione di Gortyna.

E' stata usata una tecnologia "non a contatto" che non danneggia in alcun modo i reperti. I ricercatori hanno utilizzato due laser-scanner, un sensore ottico e un sistema software appositamente progettato. Con queste attrezzature hanno effettuato, sul muro che riporta l'iscrizione - lungo 8 metri e alto 2 - ben 280 scansioni per un totale di 187 milioni di punti rilevati.

Ne è scaturito un modello tridimensionale fedele dell'iscrizione che può essere messo a disposizione per motivi di studio e all'occorrenza riprodotto in grandezza naturale o in scala. L'idea era nata nel 2004 ad Atene per un convegno in occasione dei 120 anni dalla scoperta dell'iscrizione. "L'iniziativa si è sviluppata su uno dei terreni più interessanti per le attività della Fondazione -afferma il presidente della Fbk Andrea Zanotti - dove le capacità tecniche accumulate nei nostri laboratori di Povo si coniugano con i saperi umanistici per la salvaguardia e la lettura dei beni culturali".

Il progetto ha ricevuto l'autorizzazione del Ministero della Cultura greco e della Soprintendenza di Creta, che hanno accolto con molto interesse l'iniziativa trentina per aver coniugato avanzate tecnologie con la tutela dei beni culturali. Un lavoro apprezzato e citato anche in occasione del centenario della fondazione della prestigiosa Scuola archeologica italiana di Atene (2009) fortemente voluta proprio da Federico Halbherr.

(questo articolo è stato pubblicato
da nostro supplemento cartaceo
SENTIRE 010 -GIUGNO 2010)

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