Laogai: la vergogna è divenuta mostra (a Volano - Tn)
La mostra sui Laogai che denuncia le torture nei lager cinesi e la stretta connessione con il miracolo economico del Made-in-China, gira l'Italia da molto tempo. Recentemente ha toccato anche Trento. Dal 24 novembre 2011 al 13 gennaio 2012 è esposta, presso il Consiglio Comunale del Comune di Volano.
Si tratta di un'attività promossa da Laogai Research Foundation in collaborazione con Associazione Culturale "La Torre" e Coldiretti Trentina. Attraverso 25 pannelli sono illustrate le condizioni di vita nei lager cinesi e il sistema concentrazionario in Cina che ha permesso al regime di mettere insieme un'enorme forza lavoro a costo zero. Nei Laogai si produce di tutto e tali prodotti sono immessi o venduti illegalmente nei mercati internazionali dove sono stati riversati quantitativi ingenti a bassissimo costo di beni agroalimentari.
Si calcola che nel solo 2010 vi sia stato un aumento di export del 55%. Prendendo in considerazione la sola voce merceologica dei funghi, arrivano nei nostri mercati almeno 20.000 tonnellate per un equivalente di 50 milioni di euro. La mostra censisce con immagini da satellite almeno 259 Laogai operanti nella produzione agroalimentare, alcuni dei quali come il Nanhu Tree di 3 ettari e mezzo, nonchè l'allarme sanitario che ne deriva: nel latte Nestlè sono state trovate tracce di iodio, nel tè Lipton il floruro che danneggia le ossa.
Nel 2004 dai supermercati Carrefur furono prelevati prezzemolo e ortaggi con consistenze presenze di metalli. In partite di miele sono state trovate tracce di cloramfeniolo, le verdure pare vengano pulite con organofosforo e cloro organico. Ma questa è solo una parte dell'inquietante quadro dei Laogai che si completa con le massicce esecuzioni capitali (si parla di 5000 morti ogni anno) e il traffico di organi da cadavere ma anche di raccapriccianti plastificazioni di parti di cadavere immesse nelle scuole di anatomia.
Né va dimenticata la politica del figlio unico che pare abbia già provocato 13 milioni di aborti e a fronte di 20 milioni di nascite. Se poi si considera lo scenario in cui tutto avviene ovvero il forte scompenso ambientale con i disastri causati dall'inquinamento e le persecuzioni religiose verso i tibetani e la minoranza cattolica, il quadro si fa ancora più fosco. E si chiude con un "non dimentichiamoli": sono i dissidenti che denunciano questo terribile stato di cose.
Tra questi c'è il premio nobel Lu Xia Bo. E' rinchiuso anche lui: in un Laogai. Chissà cosa sta producendo in questo momento sotto l'esercizio del terrore dei suoi aguzzini che praticano sistematicamente il lavaggio del cervello. Tutte cose denunciate da Harry Wu nella sua recente visita a Trento.
> Harry Wu, l'uomo che sopravvisse ai Laogai
> Fondazione Caritro per i diritti umani
> www.laogai.it