Rovereto: Nord e Sud in una stanza

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Il suo destino, nel gennaio del 2010, incrocia quello di tre poliziotti  che, per futili motivi, lo sequestrano, lo bastonano a sangue e, privo di sensi, lo lanciano sul ciglio della strada da una jeep in corsa. Verrà ritrovato ancora esanime ore dopo ricoverato
all'Ospedale Luisa Guidotti della sua città.


 

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La preparazione dell'intervento



L'incontro con il dott. Michele Conti ha mutato la sua vita. Il giovane neurochirurgo roveretano, infatti, dopo analoga esperienza condotta in Etiopia e grazie allo slancio del dott. Giovanni Spagnolli (con lui nella foto) riesce a superare molteplici difficoltà organizzative e finanziarie, tiene, nello scorso mese di giugno, presso il Guidotti Hospital, per i colleghi zimbawiani un corso sulla chirurgia dell'idrocefalo infantile, di concerto con l'Assessorato Provinciale alla Solidarietà e l'Associazione LifeLine Dolomites.


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Non siamo ancora all'ultima riga di questa storia dove dalla violenza si è generato amore. Vorremmo poter scrivere "E Thomas visse felice e contento". Possiamo però scrivere "Noi c'eravamo, abbiamo diviso con lui un breve tratto e abbiamo visto "correre" nei suoi occhi nuove immagini di fiducia e speranza per il futuro". (Ornella Boldrini)

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La vicenda di Thomas è parte di un documentario diretto da Manu Gerosa e Salva Muñoz, film makers professionisti, e prodotto da Oneworl DocuMakers (dal filmato sono tratte le foto di questa pagina).

Storia di Thomas pestato e salvato

di Ornella Boldrini

(Rovereto 21 novembre 2011) -  Mondi diversi - culture sovente antitetiche, percorse ognuna da forti contraddizioni - si incontrano nella stanza di Thomas e si riassumono nella sua vicenda umana.
Vi incontri il Sud vessato e oppresso da regimi feroci e corrotti, negazione di ogni forma di giustizia e libertà.
Un Sud che, tuttavia, con il suo senso di accettazione olistica della vita, e quindi delle malattie e della morte, ci colpisce per impareggiabili dignità e compostezza.

Vi incontri il Nord con i simboli della sua opulenza e del suo storico senso di colpa. Ti scontri con la misura sbagliata delle nostre vite, ovvero con l'inadeguatezza degli indicatori utilizzati a livello mondiale per misurare benessere e progresso. Ti addolori per l'impotenza dei singoli che, armati di buona volontà, combattono contro le plutocrazie economiche.

Ma ti immergi nei segni tangibili dei molti eroi "borghesi" che agiscono per un paradigma di maggiore equità sociale.

Thomas è steso nel suo letto, nel reparto di neurochirurgia dell'Ospedale di Rovereto, vicino a lui un portatile, Dvd, una digitale e foto scattate prima della sua partenza. Sul comodino, dolci e cose buone. Tutti doni dei tanti che lo assistono e accudiscono e coccolano.  Accanto una sedia a rotelle.

Come lo vedi, ti viene voglia di abbracciarlo, non solo per ciò che gli è accaduto, ma per la tenerezza che subito ti ispira. Gambe lunghissime, lineamenti aggraziati, sorriso dolce, soltanto nel fondo dei suoi grandi occhi  scorgi i segni del dolore fisico e psicologico.  

Thomas è un ragazzo di 25 anni dello Zimbabwe, 1,96, ha sempre vissuto a Mutoko, dove conduceva una vita spensierata (per quanto possa esserlo in un paese come l'ex Rhodesia). Giocava a basket ed era innamorato. E, come tanti giovani, non si occupava di politica.

Il suo destino, nel gennaio del 2010, incrocia quello di tre poliziotti  che, per futili motivi, lo sequestrano, lo bastonano a sangue e, privo di sensi, lo lanciano sul ciglio della strada da una jeep in corsa.

Verrà ritrovato ancora esanime ore dopo e ricoverato all'Ospedale Luisa Guidotti della sua città. Lo stesso che, diretto dalla dott.ssa Pesaresi, vede l'opera indefessa del dott. Carlo Spagnolli, chirurgo roveretano, sostenuto ormai da anni dalle associazioni "Amici del senatore Giovanni Spagnolli" e dalla Bazzoni Onlus di Milano, recentemente fuse in un unico soggetto giuridico, nonché dalla LifeLine Dolomites di Pozza di Fassa.
La prognosi è terribile: le lesioni alla colonna vertebrale sembrano irreversibili e tali da fargli perdere l'uso degli arti inferiori. D'ora in avanti sognerà schiacciate e alley oop seduto su una carrozzina.

Una carrozzina che è comunque un lusso in Zimbabwe, di cui nessuno che, non appartenga alle cricche colluse con il dittatore Mugabe, potrebbe disporre. Difficile a questo proposito non evocare, da un perdurante medioevo, raggelanti immagini di rudimentali ausili per la deambulazione (così come se ne vedono ancora nei paesi del terzo mondo). E non tornerà più a casa, Thomas, la sua famiglia vive in un quartiere dove le strade non sono asfaltate, impossibile far girare le ruote del suo mezzo di locomozione.

L'ospedale Guidotti lo accoglie e continua  a prestargli cure fisioterapiche.

La fortuna di Thomas, tuttavia - anche se può sembrare paradossale - potrebbe avere folti e lunghi capelli sulla nuca e saranno Carlo Spagnolli   e i molti che gli vogliono bene ad afferrarli per lui.

Tra loro un dentista di Rimini, Massimo Migani, che gli offre la possibilità di iniziare un percorso formativo per diventare odontotecnico, attività che egli può svolgere anche seduto e che, oltre ad essere molto importante per il suo contesto, gli assicurerà un futuro dignitoso.

Ma potrebbe essere soprattutto l'incontro con il dott. Michele Conti a mutare in meglio la sua vita.
Il giovane neurochirurgo roveretano, infatti, dopo analoga esperienza condotta in Etiopia e grazie allo slancio del dott. Carlo Spagnolli che riesce a superare molteplici difficoltà organizzative e finanziarie, tiene, nello scorso mese di giugno, presso il Guidotti Hospital, per i colleghi zimbawiani un corso sulla chirurgia dell'idrocefalo infantile, di concerto con l'Assessorato Provinciale alla Solidarietà e l'Associazione LifeLine Dolomites.

E' durante questo soggiorno che visita Thomas.  Al suo rientro studia il complesso caso clinico con il suo collega, il traumatologo dott. Giovanni Spagnolli. Entrambi intravvedono buone probabilità di recupero e si offrono quindi di operarlo con la loro équipe nell'ospedale di Rovereto.

Ai pedali (ma verrebbe da dire anche ai "tasti" data la sua somiglianza con il pianista jazz Stefano Bollani) della macchina organizzativa stavolta Michele Conti che, affiancato nei diversi step da Giovanni Spagnolli, promuove e ottiene il sostegno di soggetti ed istituzioni pubbliche e private.

Insieme, in ottobre,  sottopongono il giovane al delicato intervento neurochirurgico. Ora il midollo spinale di Thomas è ritornato a fluire, e ciò - dopo un lungo e paziente percorso di riabilitazione -  gli consentirà una maggiore autonomia motoria.

Seppure con difficoltà, le sue lunghe gambe ora si muovono, faticosi piccoli passi, oggi nella stanza dell'ospedale, domani forse agili e veloci negli spazi sconfinati che amiamo attribuire al suo Paese. Non siamo ancora all'ultima riga di questa storia dove dalla violenza si è generato amore.

Vorremmo poter scrivere "E Thomas visse felice e contento". Possiamo però scrivere "Noi c'eravamo, abbiamo diviso con lui un breve tratto e abbiamo visto "correre" nei suoi occhi nuove immagini di fiducia e speranza per il futuro".

La vicenda di Thomas è parte di un documentario diretto da Manu Gerosa e Salva Muñoz, film makers professionisti, e prodotto da Oneworl DocuMakers (dal filmato sono tratte le foto di questa pagina). Il lungometraggio - girato in gran parte in Zimbabwe - dal titolo "Gli altri come scelta" è incentrato su Carlo Spagnolli che da oltre trent'anni, in Africa, presta la sua opera di chirurgo e promotore di varie iniziative per la lotta a malattie endemiche.

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