I pensieri del professionista

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Il rivoluzionario progetto per la Guggenheim Collection

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Francesco Cocco, architetto

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Come le rocce dell'Adamello diventano una città

Francesco Cocco: se il paesaggio non è "tondo"

(aprile 2011) - Il People Mover a Venezia è stata la grande emozione per un professionista nati proprio...in laguna. Nella sua Venezia, l'architetto Francesco Cocco fu autore di un progetto per la Guggenheim che può apparire blasfemo ma che prende le mosse da un pensiero teorico sulla casaualità naturale.

"E' una grande emozione vedere realizzato un mio progetto oggi. Ha coinvolto un'infinità di situazioni, persone, energie e soprattutto di fede.  La fede nel credere che solo quando l'alta tecnologoia si associa all'arte ogni ostacolo viene sgretolato: pretendere di risolvere il nocciolo della questione sociale, ossia ricostruire il desiderio di città, dare forza e visibilità all'immagine architettonica quale vera soluzione al degrado morale e intellettuale".

Alcune correzioni però il progetto le ha subite. "Sono state fatte per semplificare, modo di dire usato dagli ingegneri per motivare il loro intervento al progetto. E riguardano la stazione del Piazzale Roma che purtroppo ha perso la sua semplicità e chiarezza. Piccole correzioni che possono rendere incomprensibile l'ispirazione iniziale".

Ma il professionista ha ingoiato il rospo sapendo quanto la dott.ssa Bolognin aveva fatto a difesa delle parti più significative del progetto. "La mia grande gioia si è mescolata ad una vaga amarezza". 
 
Cocco che qualche anno fa si ispirò alle rocce dell'Adamello per progettare una città del futuro, prendendo a riferimento la casualità naturale come modello di ispirazione progettuale, ha avuto una grande soddisfazione. "Ho trovato una bellissima pubblicazione del progetto in una rivista cinese".
(C.Perer dicembre 2009)

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