Esce in ristampa "GENTE CHE VA" opera di un grande innamorato della fotografia: Gios Bernardi, professione...medico nonchè presidente della Fondazione Pezcoller.

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Gios Bernardi: l'istante che separa

di Corona Perer

Una manina che penzola con poca convinzione, una mano che sale per l'ultima raccomandazione.
Un distacco che prende corpo e rende le cose difficili: per chi parte e per chi resta. Attorno, un brulichio affannoso di gente che va e gente che viene con il proprio carico di speranza.

C'è anche l'incognita di quel che troverà e il rimpianto per ciò che lascia. Dentro tutto questo affannarsi di uomini e donne con la valigia legata con lo spago, un fotografo riesce a farsi trasparente e ad acchiappare con fulminea intuizione l'attimo fuggente, il saluto velato da una lacrima, la stanchezza di un bimbo semiaddormentato, il passaggio veloce dell'ultima cosa, quasi dimenticata, dal finestrino.
Sulla pellicola resta l'inquietudine di chi va incontro all'ignoto.

E' L'italia che emigra quella che abbiamo dimenticato troppo in fretta in questi giorni di crudele recrudescenza nei confronti dello straniero. Quarant'anni fa eravamno stranieri anche noi e le nostre mete erano la Svizzera, il Belgio con le sue miniere o Torino, per chi decideva di rimanere a costruire un futuro da italiano. Erano le mete della nostra 'Merica.

Le foto che pubblichiamo fanno parte di una serie dedicata all'emigrazione dei primi anni Sessanta. Le ha scattate tra le stazioni di Milano e Palermo, Gios Bernardi, che ha poi completato il lavoro andando al capolinea: Zurigo e Francoforte.

Sono foto che rappresentano il volto meno noto di questa singolarissima figura di medico-fotografo, instancabile animatore del più prestigioso premio internazionale per la ricerca contro il cancro, il Pezcoller Award al quale SENTIRE 04 ha dedicato un'intera pagina.

Queste immagini però sono state pubblicate su SENTIRE numero 03, dedicato alla dissolvenza dei confini, al viaggio come impellenza ed emergenza sociale, nonchè metafora della ricerca individuale tra filosofia, arte, contaminazioni culturali, ci preme sottolineare la sottile dinamica tra le due mani.

La foto di Gios Bernardi parla, anche se quelle parole restano a noi precluse. Le possiamo solo intuire.

Le immagini della serie ‘emigrazione' furono pubblicate in un libro commentato dal poeta Mario Beber "Gente che va" ormai esaurito e pezzo raro. Altre foto, legate al profondo Sud d'Italia, sono volate a New York per diventare patrimonio della Keith De Lellis Gallery una elegante galleria nel cuore di Manhattan che le ha acquisite per il proprio archivio sulla fotografia italiana del ‘900.

Alcune sono state inserite nella mostra "La Strada", un'antologica del 2006 sui maestri della fotografia tra gli anni '50 e gli anni '70: Mario De Biasi, Gianni Berengo Gardin, Mario Cattaneo, Carlo Amorati. Gios Bernardi tra questi, a dire come di un uomo si possa dire molto e niente allo stesso tempo: il volto e uno scampolo di vita.

Solo lui potrà dire cosa gli costò quel distacco. Come penzolava quella manina e quanto lungo fu quel viaggio. Noi, appunto, lo possiamo solo intuire. 
(dicembre 2009)


 

 






> LE FOTO di questa pagina: tre scatti di Gios Bernardi, utilizzati per la copertina e la pagina degli Scatti d'Autore di SENTIRE 03 (uscito il 4 luglio 2008).

> L'archivio di Scatti d'Autore
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