DOSSIER -  Il Time lo aveva indicato tra i 100 pionieri, nel suo paese lo avevano incarcerato. Alexis Sinduhije è di nuovo libero. Ruolo decisivo di Francia e Belgio. Silenzio da parte dell'Italia. Ma You Tube ancora una volta ha permesso la circolazione dei fatti - Ecco la storia di questo caso

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Di lui ha scritto sul Times anche la mitica corrispondente
Christiane Amanpour (ex inviata in Iraq) che lo ha indicato
tra i 100 pionieri del 2008 dopo Obama e prima di Blair
Foto di: M.Gerosa,S.Muñoz,A.Izquierdo 
(riproduzione vietata)

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La sua detenzione non ha nulla a che fare
con le questioni etniche ma mette a tacere
una candidatura che potrebbe essere vincente

L'informazione che non passa

di Corona Perer 

(Rovereto-Bujumbura 18 marzo 2009) - Alexis Sinduhije è di nuovo libero. Ora girerà l'Europa, tornerà dalla moglie e dal figlio, ricomincerà a riannodare le fila del suo movimento politico che ha un solo sogno: un'Africa democratica e libera dalla logica tribale, dove popoli e religioni possano convivere nel rispetto reciproco.
Per lui si era protestato il 19 gennaio scorso a Bruxelles e in Francia, ma in Italia il caso è  rimasto pressochè  sconosciuto. 

 Il 27 dicembre 2008 avevamo iniziato ad occuparci di lui: Alexis Sinduhije è un giornalista burundese, colpevole di aver detto come la pensa e di aver pensato di poter fare politica per cambiare il proprio paese. Di lui ha scritto anche la mitica corrispondente Christiane Amanpour (ex inviata in Iraq per la CNN) che lo indica tra i 100 pionieri del 2008.

In Francia i  
nostri articoli non erano passati inosservati. Il comitato per la Liberazione puntava molto al coinvolgimento italiano in quanto nel nostro paese esistono molti progetti di cooperazione con il Burundi e si voleva tentare la carta delle Ong. Ma la stampa italiana in quei giorni era bloccata nonostante l'appello fosse arrivato a varie testate. I quotidiani, erano bloccati dalla cronaca: prima con il caso Lampedusa, poi con gli stupri e quindi con il caso Englaro. La rete era stata invece più sensibile: la rivista web Il Dialogo e Africanews avevano rilanciato il dossier di SENTIRE.

Alexis era colpevole di aver fatto un sogno e di aver deciso di scendere in politica e presentarsi alle elezioni che si terranno nel suo paese nel 2010. TIME lo inserisce tra i 100 "eroi e pionieri" perchè si è impegnato da anni per la difesa dei principi democratici in Burundi, paese solo apparentemente governato in maniera democratica (ma dove imperversano pratiche autoritarie).

Tornato in Burundi era stato arrestato con l'accusa di oltraggio al presidente del Burundi, per aver espresso pubblicamente la propria opinione sul governo del paese in alcuni interventi pubblici. Pubblichiamo qui il testo dell'intervista rilasciata a Toulouse, in Francia, dove si trova tuttora la sua famiglia. E' stata realizzata poco prima dell'arresto quando già ci eravamo occupati di lui come pioniere, grazie alle sinergie con una troupe di tre film-maker (composta da Manu Gerosa, Salvador Munoz, Ana Izquierdo) che  stava girando un video sul Burundi.

Alexis vuole solo cambiare il suo Paese, spezzare le catene della violenza etnica. Lui che è un Tutsi, conosce le ragioni degli Hutu, pensa alla pace, spera nella conciliazione ma non crede alle etnie. Risultato: lo hanno messo in carcere insieme ad altre 36 persone che però non sono ancora uscite. Non sono piaciute alcune dichiarazioni che aveva fatto. Lui ha sempre saputo che il suo mestiere è pericoloso. Soprattutto nel suo paese. Lo dice anche in un'intervista che potete vedere
cliccando qui

Ben consci di essere giornale web, pur sempre "locale", abbiamo agito facendo ricerche. E naturalmente  partendo dal web. Le prime notizie erano sul Time che lo indicava come uno dei 100 pionieri al mondo.
Prima di lui c'è ovviamente Obama ma dopo di lui (che è al 15 posto) c'è Tony Blair. 
Christiane Amanpour della CNN scrive "Nei mei reportage intorno al mondo ho spesso verificato il potere distruttivo della stampa" afferma la popolare giornalista che usa questo incipit per fare capire che in realtà Alexis vuole ‘solo' costruire un nuovo Burundi.

Persino un sito come Peace Reporter era fermo al 2005. In una pagina dava conto della sua storia e del suo coraggio, della famiglia sterminata e della radio da lui fondata per costruire la libertà. L'articolo era del 12.4.2005 , ma ancora non riportava notizie del suo arresto. Di lui aveva scritto anche El Pais, con un'intervista nella quale Alexis affermava di temere qualcosa. L'articolo era del luglio del 2008.

A questo punto la nostra ricerca proseguì su You tube che invece mostrava Alexis, nella tenuta verde da detenuto: condizioni apparentemente buone. La stampa italiana era rimasta ignara degli appelli di Word Press - che aveva dato notizia dell'arresto - e dell'appello di Human RightsSolo SETTIMANA periodico delle Dehoniane di Bologna  aveva ospitato il caso, su nostro doiretto interessamento.
Intanto dal carcere veniva stabilito un ponte (tramite telefono cellulare) e Alexis cominciò a dialogare con SENTIRE. Arrivarono così fortunosomente le pagine del suo diario personale: Bujumbura inviava a Parigi e Parigi a Rovereto, dove le pagine venivano impaginate. 
Il web dimostra come le tecnologia possa essere al servizio della libertà.
Basta solo volerlo.


Corona Perer
Direttore SENTIRE

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