DOSSIER -  Il Time lo aveva indicato tra i 100 pionieri al mondo, nel suo paese lo avevano incarcerato.

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Foto di Valeria Alfieri

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Il mercato del quartiere di Kamenge 

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Bujumbura, capitale senza pace e dimenticata

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Povertà e vita di strada. Le foto di questa pagina sono di
M.Gerosa,S.Muñoz,A.Izquierdo (riproduzione vietata)

La rete di Alexis

In Francia era sorto un Comitato per la liberazione dove tuttora è possibile vedere foto e video. Il sito del comitato cita SENTIRE alla voce PRESS INTERNATIONELLE insieme a The Boston Globe, Irin, The Washington Post, BBC, Time, The Harvard Crimson, e El Pais. Gli unici giornali che hanno trattato la notizia.

Da Parigi ci ha scritto Christèle Amigues, del Comité pour la libération d'Alexis Sinduhije: "Hello,   Thank you very much for all you are doing for Alexis". Sappiamo inoltre che la famiglia a Toulose segue con il fiato sospeso tutte le azioni a favore di Alexis sperando nelle pressioni internazionali. 

Abbiamo già segnalato nella pagina dedicata alle reazioni internazionali i comunicati dell'UE, di Amnesty International e di Human Rights. Hanno preso posizione il Washington Post. Ha scritto di Alexis anche il Time (che lo aveva già indicato tra i 100 pionieri al mondo).

In Italia a parte l'iniziativa di SENTIRE, segnalata alle testate nazionali che hanno ignorato il caso, non si è ancora registrata attenzione da parte dei grandi quotidiani. Notizie sono invece rintracciabili tra i bloggers.

SENTIRE ha realizzato il "dossier" collaborando con tre filmakers, uno dei quali di origine trentina che ci ha fornito una intervista in esclusiva (la trovate in questo dossier)e che ha poi realizzato un film premiato a Vancouver al festival del cinema sui diritti umani. Fondamentale il contributo venuto da Valeria Alfieri, la quale, saputo il nostro interesse per il caso di Alexis, ci ha contattato da Parigi mettendosi a disposizione. "Ho lavorato in Burundi e tuttora opero come ricercatrice, Alexis è un caro amico, sono in contatto con lui. Vorrei supportare la sua causa" ci ha scritto e così è partita la campagna di SENTIRE.

Tuttavia in Italia il caso è rimasto però inspiegabilmente (e vergognosamente) ignorato, se si eccettuano le notizie costantemente aggiornate da SENTIRE e anche i nostri appelli ai colleghi.  Con una eccezione: da noi interpellato, solo il periodico delle Dehoniane "SETTIMANA" ha dedicato una intera pagina al caso. Solerte invece la rete: dal Blog "TACCUINO DELL'ALTROVE - e Africanews che hanno rilanciato il nostro dossier.

Il Washington Post aveva pubblicato l'aspra condanna verso le autorità burundesi espressa dal Dipartimento di stato americano. C'è stata anche una Dichiarazione dell'UE.

Human Rights Watch ha aspramente condannato la violazioni dei diritti civili e politici in un paese che si sperava democratico ma che, in realtà, è piombato in un cieco autoritarismo.
Alexis non è l'unica vittima in Burundi. Altri esponenti dell'esposizione, cosi come giornalisti e rappresentanti della società civile, sono minacciati e arrestati, nei casi peggiori uccisi.

Anche AMNESTY INTERNATIONAL è intervenuto con una nota. SENTIRE aveva lanciato un appello a sostenere la causa di quest'uomo e di tutti quelli che, come lui, rischiano la vita al servizio del loro paese, per un sistema più giusto, libero e democratico. On line c'era anche una petizione, una goccia nel mare ma non era l'unica goccia: la sua forza risiedeva nella rete.

 

"Il caso Alexis" - a cura di Corona Perer
> Il video di Alexis che esce dal Tribunale
> il blog di Alexis http://alexis-sinduhije.blogspot.com/ (in francese). 

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