Natura in fotografia: "Rivers of Ice", la tragedia dei ghiacciai
(Trento-Londra) - La mostra "Rivers of Ice: vanishing glaciers of the Himalaya", ospitata in anteprima europea dal Museo delle Scienze in occasione del 59esimo TrentoFilmfestival di Trento è ora riproposta alla Royal Geographic Society di Londra.Un approdo prestigioso per l'esposizione, che denuncia il drammatico ritiro dei ghiacciai himalayani attraverso il confronto delle fotografie scattate dal fotografo, cineasta e alpinista americano David Breashear con quelle effettuate, nel medesimo punto, da alcuni pionieri della fotografia di montagna (come Vittorio Sella, George L. Mallory e Edward O. Wheeler).
L'esposizione affronta il delicato tema dei "ghiacciai", importante per i risvolti sociali, naturalistici ed economici a scala globale. Permette cioè di avere un quadro complessivo, migliore e più corretto del fenomeno del loro ritiro, allargando l'area di indagine e offrendo la possibilità di comprendere la dimensione del fenomeno, registratosi nell'ultimo secolo anche nelle elevate catene asiatiche. Al contempo, la mostra permette di sensibilizzare l'opinione pubblica sugli effetti dei cambiamenti climatici a scala globale e sulle probabili conseguenze restituendo. Il confronto tra le gigantografie di David Breashears e le immagini scattate circa un secolo fa restituendo un'immagine tangibile degli effetti del mutare del clima in tutta la vasta area della regione himalayana.
Nel 1990 il Catasto dei Ghiacciai Alpini annoverava 5.050 ghiacciai, per una superficie complessiva di 2.900 km2. Sulle Alpi italiane, nello stesso anno, si contavano 802 ghiacciai per una superficie di 482 km2, di cui il 10% in territorio trentino.I ghiacciai della zona trentina perdono ogni anno 0,75 km2 di superficie. Tradotto, significa fino a 2 metri di spessore e circa 10 metri annui di arretramento del fronte.
Altrettanto si può dire delle altre Alpi italiane, sulle quali i ghiacciai si restringono altrettanto rapidamente: si contraggono i fronti, diminuiscono i volumi, secondo una tendenza che e' aumentata negli ultimi anni.
I dati raccolti, relativamente al periodo che va dal 1982 al 2006, parlano infatti di una diminuzione del volume dei ghiacciai del 37% e delle estensioni del 16%. Significativo il fatto che, di questo 16%, il 4% si sia erosa tra il 2003 e il 2006.
Lo scenario futuro non prevede, al momento, mutamenti nella tendenza, che è originata principalmente dall'aumento delle temperature estive (soprattutto alle alte quote) e dal conseguente innalzamento del limite delle nevi invernali.
Per quanto riguarda la zona asiatica, i ghiacciai dell'Himalaya sono una realtà sfuggente (sono infatti molto vasti, elevati e difficilmente accessibili) e il tasso della loro fusione è motivo di grande preoccupazione. Neve ed ghiacci himalayani sono infatti fonte di tutti i grandi fiumi asiatici: dall'Indo, principale fiume pakistano, fino ai corsi sacri quali il Gange e il Brahmaputra, quelli dell'Indocina (Mekong e Irrawaddy) e fino allo Yangze che attraversa tutta la Repubblica Popolare Cinese. Costituiscono una risorsa importante per le civiltà che popolano le vallate e il loro ritiro mette a rischio la continuità della fornitura d'acqua, causando al contempo devastanti esondazioni.