Casa Depero, il sogno del Mago si è avverato
Tra le mura aleggia lo spirito geniale di Depero. La Casa d'Arte Futurista Fortunato Depero ha un restauro firmato dall'architetto Renato Rizzi e il progetto museografico è a cura di Gabriella Belli. Rovereto recupera uno dei centri di produzione culturale della città, uno spazio museale completamente rinnovato studiato per presentare parti importanti della Collezione Depero, come le grandi tarsie di panno, che costituiscono il tesoro più prezioso e più originale della sua ricchissima raccolta.
I lavori, finanziati dal Comune di Rovereto e dal Mart, hanno messo in sicurezza lo storico edificio della Galleria Museo Fortunato Depero, aperta al pubblico nel 1959, ed allestita dallo stesso Depero un anno prima della sua scomparsa (1960). L'edificio, in epoca tardo medievale sede del Banco di Pegni, ha sempre avuto grande valore per la comunità roveretana per la quale è stato negli anni un punto di aggregazione importante.
L'edificio ha nuovo ingresso rispetto al passato: da via dei Portici che introduce in un'ampia corte interna, ritornerà ad essere un luogo di ritrovo per gli amanti dell'arte ed offrirà nuovi spazi per i servizi come la caffetteria e il book shop. Il restauro ha come obiettivo principale il recupero di uno spazio idoneo all'esposizione ottimale delle grandi tarsie di panno, che costituiscono il tesoro più prezioso e più originale dell'intera Raccolta di Depero. Accanto a questa sala, che diverrà il fulcro del museo, si apriranno alcuni spazi espositivi dedicati in particolare agli anni 1917 - 1918, periodo di straordinaria creatività per il giovane Depero a contatto con il mondo internazionale dei "Balletti Russi" di Diaghilev e agli anni 1928 - 1930, il cosiddetto periodo newyorchese, tappa fondamentale della sua storia artistica.
La ristrutturazione ha risolto problemi di statica e di agibilità, e ha dotato la sede di impianti e servizi di supporto. La riapertura della sede completa inoltre un percorso museografico che condurrà il visitatore attraverso il centro storico di Rovereto; ci si potrà fermare a visitare altri punti di interesse della città, come il Museo della Guerra e il Museo Civico. Un dialogo dunque tra storia e innovazione che ha come punto di partenza, o arrivo, il Mart di Mario Botta.
(Corona Perer)
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