Fortunato Depero: il sogno del Mago
di Guglielmo Vasto
Fra il 1957 e il 1959 Depero si dedicò instancabilmente al suo progetto: mettere la proria opera in un museo. Vi destinò ogni energia, come testimoniano molti schizzi, con i quali definisce la struttura, l'arredamento, le decorazioni e i rivestimenti. L'entrata doveva andare all'esposizione di incisioni, riproduzioni e fotografie, una grande sala doveva invece accogliere le sue pubblicazioni e gli echi della stampa, il piano terra doveva celebrare tanto Rovereto (con due sale) come la sua opera grafica in bianco e nero.
Il 1 agosto 1959 il museo aprì alla sola presenza delle autorità cittadine e dell'artista. L'inaugurazione ufficiale, annunciata per il settembre fu sempre posticipata, e non ebbe mai luogo. L'aggravarsi delle condizioni di salute e l'impossibilità di lavorare, impose la modifica della convenzione tra Depero e il Comune. L'11 aprile 1960, avveniva il trasferimento al Comune della proprietà del patrimonio culturale dell'artista, a cui seguì il contratto di compravendita del 25 agosto 1960, in cambio di un vitalizio a lui e alla moglie. Depero morì il 29 novembre 1960. Nel 1989, il Museo Depero divenne parte integrante del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.
Il Mart amministra con la formula del comodato il ricco patrimonio dell'artista roveretano, formato dal prezioso materiale documentario e archivistico, ora custodito presso l'Archivio del ‘900 nella sede del Mart in corso Bettini, e da più di 3.000 oggetti fra dipinti, disegni, tarsie in panno e in 'buxus', collages, manifesti, locandine, mobili, giocattoli e prodotti d'arte applicata. Le opere sono rappresentative di tutto l'arco della sua intensa attività, dalle sperimentazioni del primo decennio del ‘900 fino alle commissioni pubbliche degli anni cinquanta. Leggi
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