Casa Depero: lui la sognava cosė, nč galleria, nč museo
di Corona Perer
E' rimasto chiuso dieci anni durante i quali i lavori di restauro hanno proceduto per stralci, ma dal 2006 in poi il Comune ha premuto sull'acceleratore. Quello che oggi vediamo ne è il risultato. La Casa d'Arte Futurista Depero è il primo e unico museo futurista d'Italia, nato da una originalissima visione di Fortunato Depero negli anni Cinquanta. Nel 1957 firma la convenzione con il Comune, fissando in ogni dettaglio la sua creatura: chi l'avrebbe diretta, cosa avrebbe contenuto, come sarebbe stato realizzata, quanto andava a carico del Comune e quanto invece per sé e la moglie Rosetta. Nel 1959 la Casa Futurista apre: è il 1° agosto. Nel 1960 Depero muore.
Ha potuto goderne solo un anno, ma la creatura del ‘Mago' ha poi proseguito il suo cammino legato intimamente alla storia della città di Rovereto, e snodo decisivo per la maturazione del progetto museografico del Mart. Negli anni novanta la struttura comincia a rivelare i primi cedimenti, non è nemmeno a norma in base alle leggi sulla sicurezza dei luoghi pubblici e così nel 1988 l'architetto rovertano Renato Rizzi viene incaricato di stendere una prima relazione. Nel 1990 il Mart gli conferisce il primo incarico e il professionista stende il suo progetto. Un primo intervento conservativo viene compiuto a museo aperto, poi nel 1998 la chiusura. Da allora in poi i lavori sono proseguiti. Nel 2006, con l'acquisizione dell'attigua casa Caden, il Comune imprime una velocità più sostenuta ed eccoci quindi alla rinnovata Casa d'Arte Futurista Depero che diventa così una delle sedi del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Il restauro dall'architetto Rizzi ha consentito la creazione di un museo moderno benchè contenuto in due edifici storici.
Il progetto museografico a cura di Gabriella Belli permette al visitatore di ritrivare lo spirito delle intuizioni originali di Fortunato Depero, che in quelle sale voleva non solo esporre il proprio lavoro - arazzi, tele, giocattoli, grafica - ma anche offrire alla città un luogo dinamico di incontro e formazione. I lavori, finanziati dal Comune di Rovereto e dal Mart, hanno messo in sicurezza l'edificio, che in epoca tardo medievale era stato sede del Banco di Pegni, si trova di fronte alla scalinata dell'antico Castello della città. Depero l'aveva concepito come una galleria permanente andando in qualche modo contro il dettato futurista, che aveva messo al bando ogni tipo di musealizzazione dell'arte. Ma Depero sentiva di poter affidare alla storia la sua straordinaria vicenda d'uomo e d'artista.
Grazie all'acquisizione dell'adiacente Casa Caden, che ha permesso l'ingresso da via Portici attraverso una corte interna, il museo è oggi ampliato e con nuovi servizi come il guardaroba, il bookshop e una caffetteria. Lo spazio occupato dall'esposizione permanente è di 300 mq., una superficie non grande ma che consente, grazie alla nuova organizzazione dei collegamenti verticali e al recupero di aree in origine destinate a piccoli depositi, la creazione di un ‘display' cronologico e tematico di grande interesse.
La ristrutturazione ha risolto problemi di statica e di agibilità, e ha dotato la sede di impianti e servizi di supporto. Le zone originali progettate da Depero a piano terra sono state completamente restaurate e conservate, gli spazi al primo e secondo piano sono secondo il pensiero dell'artista e hanno altezze utili all'esposizioni degli arazzi, le grandi tarsie di panno, che costituiscono il tesoro più prezioso e più originale dell'intera raccolta di Depero.
L'amministrazione pubblica del tempo retta dall'on. Veronesi, fu certamente lungimirante: in un'epoca in cui il futurismo non era proprio in auge nella storiografia nazionale, volle comunque accogliere il sogno e la proposta del suo concittadino.
(Rovereto 15 gennaio 2009)