Danger, l'arte della privacy
(Venezia 30 maggio 2009) - Mentre i visitatori osservano i dipinti, qualcuno li osserva da un sistema di telecamere a circuito chiuso, posizionate dietro le tele, in modo tale da proiettare poi l'immagine di "chi guarda" in uno schermo sistemato in una stanza altra, stile "Grande Fratello". Lo spettatore diventa così parte dell'installazione. Il museo non e' più un posto sicuro per il pubblico. Siamo costantemente spiati, anche nella piacevole tranquillità di una sala espositiva.
E' uno degli eventi collaterali della 53^ Biennale d'arti visive di Venezia. Coordinato da Andrea Pagnes e organizzazione di Pierre Brochet/New Rules Foundation, DANGER!MUSEUM museum è a cura del Museo d'Arte Moderna di Mosca e della Fondazione New Rules, sotto l'alto patronato del Ministero della Cultura della Federazione Russa a Palazzo Bollani a Venezia.
Vladimir Dubossarski e Alexander Vinogradov rivelano qui la vita segreta di un museo immaginario nascosta agli occhi dello spettatore. Le immagini del rinascimento, dell'avanguardia e dei mass-media, sono sintetizzate in quadri monumentali creati appositamente. La texture delle grandi tele e l'odore della pittura ad olio sono un riferimento agli elementi essenziali dell'arte dei maestri antichi.
Il pubblico troverà qualcosa di inaspettato. Osserverà per essere ossservato e rubato da telecamere a circuito chiuso che rimettono in circolo lo sguardo. Lo spettatore diventa così parte dell'installazione. Di scena c'è la relazione tra arte e pubblico o se volete, l'arte della privacy. (C.Perer)