Il celebre architetto giapponese illustra ai giornalisti il progetto architettonico

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La ressa dei fotografi a Punta Dogana Vecchia
Foto: C.Perer

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Tadao Ando, foto: C.Perer

Tadao Ando "Storia e Futuro, la missione"

di Corona Perer

(Venezia, 3 giugno 2009) - Inseguito come una star, fotografie, flash, autografi. Tadao Ando è stata la vera star del press-opening. Con pazienza giapponese non si è sottratto all'assalto di giornalisti e videoreporter giunti da tutto il mondo in una Venezia che sta scaldando i motori per la Biennale. Tra loro anche una curiosa signorina che ha cercato di circuirlo, ma l'architetto non ha affatto gradito e non l'ha nemmeno degnata di uno sguardo.

Con la stampa si è detto orgoglioso di aver lavorato con i veneziani. "In seguito alla ristrutturazione di Palazzo Grassi, ho avuto la fortuna di ricevere l'incarico per un questo importante progetto a Venezia, la ristrutturazione di Punta della Dogana. Sono sinceramente onorato di avere avuto l'opportunità di lavorare ancora con François Pinault e con i Veneziani, fra cui il sindaco Massimo Cacciari".

Ha definito la sua creatura, l'edificio di Punta della Dogana, una struttura semplice e razionale. "Un triangolo fatto di tanti rettangoli e con tante pareti parallele". La matematica dice, e la geometria in particolare , sono state riferimento costante.

"Ho lavorato con profondo rispetto per questo edificio emblematico, tutte le partizioni aggiunte nel corso delle ristrutturazioni precedenti sono state diligentemente rimosse, al fine di ripristinare le forme originali della primissima costruzione. Riportando alla luce le pareti in mattoni e le capriate, lo spazio ritrova la propria energia e rimanda alle antiche usanze marinare".

Quanto al cubo al centro dell'edificio, ha spiegato così la sua ideazione. "Cera uno spazio quadrato che occupava due navate, conseguentemente a una ristrutturazione precedente. In via eccezionale, abbiamo mantenuto questa struttura, in cui è stata inserita una "scatola di calcestruzzo" che trasforma considerevolmente lo spazio. Grazie all'incontro e alla giustapposizione di elementi antichi e nuovi, l'edificio sa riunire il passato, il presente e il futuro. Il nostro approccio di base alla ristrutturazione esterna dell'edificio ha previsto inoltre un attento recupero delle facciate originali, fatte salve le aperture, che sono state completamente sostituite".

Il resto è stato un continuo rimando alla tradizione come il design delle nuove porte e finestre, nonostante la modernità degli elementi in acciaio e in vetro, che attinge di fatto all'artigianato veneziano tradizionale. Ci sono state però anche marce indietro, e non ne fa mistero perché Tadao Ando ha saputo ascoltare anche i veneziani. Ecco come racconta la bocciatura delle sue colonne.

"Nella fase iniziale del progetto avevo pensato di costruire, accanto all'ingresso su Campo della Salute, una coppia di colonne di cemento che simboleggiassero il dialogo tra Storia e Futuro. Nonostante la proposta abbia sollevato un dibattito inaspettatamente ampio tra la popolazione della città di Venezia, intendevo realizzarle come monumento che avrebbe annunciato la rinascita del luogo in cui sorgevano. Nel corso della progettazione tuttavia è emerso che una parte delle linee tecniche di comunicazione e di servizi della città è interrata della città sono interrate nel sito in cui sarebbero state costruite le colonne e alla fine ho dovuto rinunciare alla mia idea.

Del resto i progetti di restauro di architetture storiche raramente procedono secondo i programmi stabiliti in fase iniziale. Le difficoltà e i vincoli che emergono in corso d'opera sono innumerevoli. Credo tuttavia che questo confronto, questo dialogo tra Vecchio e Nuovo, rappresenterà nell'immediato futuro una forza trainante che determinerà il futuro della città".

E si è capito che Venezia è stata anche la su svolta professionale un segno indelebile della sua vicenda di architetto (curiosità interessante il suo curriculum dove egli va orgoglioso di una definizione: sono un architetto autodidatta). Infatti a conclusione dell'incontro con la stampa Tadao Ando ha dichiarato "Sono fermamente deciso a trattare di questo tema per tutta la mia carriera di architetto: il vecchio con il nuovo".

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