La verità ai tempi di Internet non si ferma - Il tam-tam della rete sta facendo in modo che siano i giornali web di tutto il mondo ad assicurare alla piazza che non venga fatta tacere la sua voce.

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Iran, riesplosa la protesta

E' da inizio dicembre (per la precisione dal 7 dicembre) che migliaia di manifestanti sfidano il regime islamico. Con la giornata degli studenti gli slogan contro Ali Khamenei leader della Republica Islamica, e le critiche per la politica estera del governo, hanno ripreso fiato. Dall'estero uno sguardo femminile guarda preoccupato a ciò che accade in Iran: è quello di Shirin Ebadi che chiede aiuto alle donne del mondo.

Il governo risponde alle manifestazioni di piazza con contro-manifestazioni chiaramente pilotate. Su vie opposte va in scena un paese pronto ad esplodere. Numerose testate online parlano dlle cariche delle forze di sicurezza contro gli studenti, degli arresti, grazie alla svolta che porta i cittadini iraniani ad essere i primi cronisti degli eventi: con i loro cellulari documentano gli eventi per tenere informata l'opinione pubblica internazionale. Nell'era di Internet nulla può essere più occultato.

In Iran  la gente chiede ancora a gran voce dove sia finito il suo voto e che democrazia sia fatta. Proponiamo un'antologia di video. Le proteste del resto non sono un fatto del 2009 e le donne iraniane lo sanno bene.  Ne sono state infatti le prime protagoniste come mostra questo video circolato clandestinamente già nel 2006. Già allora la Polizia aveva fatto la sua comparsa tra i manifestanti picchiando anche una fotografa.

La musica del video sembra mantenere bassa la tensione e stemperare la drammaticità delle riprese, ma le foto dicono chiaramente la realtà. Non si protesta dunque solo da ieri: da tempo la popolazione iraniana chiede rispetto dei diritti. E le rivoluzioni nella ex-Persia, divenuta teocrazia nel 1979, non si fanno mai per niente.

Da tempo le donne chiedono rispetto. A loro abbiamo dedicato una pagina di SENTIRE Il Lato B del mondo (31 gennaio 2008) .  Di questo disagio ci aveva parlato in una intervista anche la fotografa iraniana Noushin Najafi Birmani che aveva documentato come si vive in Iran: in una stanza. In questa stanza, quella di casa propria, la gioventù è costretta a chiudere sogni e speranze.

> L'intervista a  Noushin Najafi Birmani

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