A quarant'anni da una conquista avvolta ancora nel dubbio

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Atterrarre sulla Luna: ecco la mappa
Sotto: "Moon" di Fabrizio Gravantes (luglio 2009)

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20 luglio 1969, e la Luna busṣ

(Luglio 1969 - Luglio 2009) - Quando Amstrong della missione Apollo 11 vide la terra dallo spazio, disse che così bella non avrebbe mai potuto immaginarsela. Chi aveva progettato il volo dopo anni di ricerca si era posto da subito il problema: come andava protetto il corpo degli esseri umani che avrebbe composto l'equipaggio?

Con tute speciali, fu la risposta. E vennero testate per il fuoco, per le necessità fisiologiche, per le gelide atmosfere dello spazio. Qualche anno dopo il team di Apollo 11 aveva nomi e cognomi e tre tute pronte da indossare. Si chiamavano Neil Armstrong, Michael Collins e Edwin Aldrin detto Buzz, i primi tre. E' il 16 Luglio 1969 quando la N.A.S.A. (l'ente spaziale USA) li fa partire per la missione Luna, dalla base di Cape Canaveral in Florida spinti dal razzo-vettore "Saturno 5".

Quattro giorni dopo, mentre il mondo è col fiato in sospeso  il "LEM", chiamato Eagle (Aquila), si appoggia sul suolo lunare del Mar della Tranquillità. Ma bisogna attendere le ore 22.23 (4.57 ora italiana) di domenica il 20 Luglio 1969 perché Amstrong, comandante della missione, esca bardato e protetto di casco per la prima passeggiata spaziale. "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un passo gigantesco per l'umanità" fu la frase storica ed è memoria storica la tuta che saltella sul suolo lunare.

Il team rimase sul pianeta Luna in tutto 21 ore e 36 minuti. A rendere possibile tutto questo era stata la tecnologia e la prima prepoccupazione era stata: come proteggere l'uomo? Se il razzo Saturno e poi il Lem avevano consentito l'allunaggio, erano state certamente le tute spaziali della Nasa a consentire la passeggiata di Amstrong. Quella tuta è oggi nelle mani di un ricco collezionista milanese, Franco Artom, imprenditore tessile che possiede anche quella di Gagarin e molte altre opere d'arte. Da vero collezionista capì subito che anche la tecnologia era arte umana. Fece perciò di tutto per acquisirla. La conserva in una casa che non è mai stata abitata, ma che ricostruisce l'habitat lunare. 

E mentre uno spot pubblicitario di una banca online rilancia l'idea che basta poco per ricreare il set di uno sbarco sulla luna, l'incanto di questa missione resta. E ci dice qualcosa della storia di un animale chiamato Uomo (C.Perer)




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