LE INTERVISTE DI SENTIRE - La grande fotografia, l' Europa e ...New York

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Cindy Sherman, Untitled Fil Still, MoMa New York

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Henry Cartier Bresson, "Near the hall of records" , MoMa New York

Sarah -Meister -(MoMa):- La -Grande -Mela -in -fotografia

di Corona Perer 

(New York-Rovereto, 11 luglio 2009) - Sta riorganizzando la permanente delle collezioni del Moma e presto si concentrerà su Henri Cartier-Bresson. Sarah Hermanson Meister, del MoMa di New York, è la curatrice della mostra che il Mart ha inaugurato ieri 10 luglio e che fino fino all'11 ottobre 2009 ricostruisce la nascita del mito della Grande Mela, attraverso le immagini catturate dai grandi fotografi sin dai primi anni del XX secolo. In volo tra la Grande Mela e l'Italia, Sarah Hermanson Meister ha trovato il tempo per rispondere alle nostre domande.

Non è una esagerazione dire che per capiure qualcosa di fotografia bisogna aver visto il Moma. Quale è il patrimonio e come è riuscito a costruirlo?
Anzitutto va detto che il Moma è stato il primo a creare un dipartimento di fotografia già nel 1940. Oggi il MoMA possiede più di 50.000 fotografie

Che spicchio offre la mostra del Mart relativamente all'intero patrimonio MoMA?
Rispetto ai numeri questa è solo una piccola percentuale, ma è molto significativa in termini di importanza di ciascuna opera, dalla fotografia di Lewis Hine dell'Empire State Building in costruzione ai due anni di scatti di esposizione di Michael Wesely sul recente progetto di costruzione del Museo.

Quale è l'opera più preziosa che il MoMa conserva nelle sue collezioni?
Fortunatamente non dobbiamo vendere nulla, ma potremmo dire che certi lavori di Edward Steichen, Alfred Stieglitz, o Man Ray possono essere quelli più preziosi. Ma ci sono anche altri molto importanti gruppi di opere ad esempio la Abbott-Levy Collection con le fotografie di Eugene Atget, e tutto quello che ha prodotto Cindy Sherman per la Untitled Film Stills.

Quali sono stati i paesi più prolifici in fatto di produzione fotografica?
Una larga percentuale dei fotografi presenti nella collezioni MoMA è americana, poi probabilmente ci sono i francesi perché più di 5.000 scatti sono del fotografo Eugene Atget proveniente dalla Abbott-Levy Collection.

Da dove parte la narrazione di "Immaginare New York"?
Il viaggio partirà dalla celebre immagine "City of Ambition" del 1910 di Alfred Stieglitz, profeta della modernità in terra americana. Il suo lavoro si è dimostrato di fondamentale importanza: è stato il primo a decidere di immortalare il dinamismo e il tumulto di New York.

Cosa ci dice della fotografia italiana?
Ci sono molti fotografi italiani che si sono distinti e anche molti fotografi americani di origine italiana, ma sfortunatamente non possediamo lavori ed opere di artisti di ciascuna di queste categorie che siano state fatte a New York City.

A suo parere quale è la grande fotografia che fa la Storia?
Ci sono molti importanti fotografi, è difficile drilo, ma alcuni dei miei favoriti sono Alfred Stieglitz, Walker Evans, Helen Levitt, Diane Arbus e Cindy Sherman.

In Italia stiamo discutendo da tempo del limite privacy e diritto-dovere di cronaca. Lei cosa ne pensa?
La questione della privacy e del foto-reportage in termini legali, è questione più forte di quella artistica, ma io credo sia un problema ristretto ad un'unica grande categoria: quella della sensibilità.

Quali sono i prossimi progetti che dovrà curare?
La mia prossima mostra sarà la re-installazione della permanente del MoMA che apre a metà agosto e poi ci saranno le installazioni di opere femminili che aprirà nella primavera del 2010 e che coincide con una iniziativa a favore di una maggiore visibilità delle donne artiste presenti nelle collezioni del MoMa. Ma la prossima primavera ci sarà anche una retrospettiva dell'opera di Henri Cartier-Bresson.  Vi aspettiamo a New York!

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