Gli scavi di Ercolano alla Reggia Borbonica
di Giovanni Gugg
(Napoli, 13 maggio 2009) - E' rimasto solo un cancello a testimoniare la storia di uno straordinario luogo del nostro passato che per circa quarant'anni, nella seconda metà del XVIII secolo, ha attratto e stupito i più importanti intellettuali, artisti e aristocratici europei del tempo. Quel cancello apriva al meraviglioso mondo delle antiche Ercolano e Pompei, scoperte quasi per caso nei primi decenni del secolo.
Torna a splendere ora e l'inaugurazione del museo digitale che lo conserva è prevista per venerdì 15 maggio 2009 alle ore 11,30 alla Reggia di Portici (NA). Si potrà vedere anche un cristallo di lava - la "Lanterna magica di Re Carlo" - che accoglie i visitatori della nostra era digitale per un viaggio nel tempo dove rivivere la meraviglia di un museo scomparso, ma ancora "storico".
Statue, sarcofagi, lapidi, bronzi, papiri, affreschi, oggetti d'uso quotidiano. Ciò che si riportava alla luce dalle sepolte città vesuviane è stato catalogato, disegnato (ma anche inciso negli splendidi nove volumi de "Le Antichità di Ercolano esposte") e conservato oltre il cancello dell'Herculanense Museum allestito presso la Reggia Borbonica di Portici.
L'eccezionale collezione divenne rapidamente tappa obbligata per personaggi del calibro di Goethe e del marchese De Sade passando per l'Abbè de Saint-Non. Tutti lasciarono testimonianza della loro visita attraverso diari di viaggio, lettere, resoconti e qualche disegno. Giorno dopo giorno il museo - voluto da Carlo III e ingrandito da Ferdinando IV - si arricchì di migliaia di nuovi reperti e le sale, organizzate tematicamente, divennero sempre più zeppe. Fu soprattutto per motivi di spazio, dunque, che negli ultimi anni del Settecento quell'immensa raccolta dovette essere trasferita al Real Palazzo degli Studi (l'attuale Museo Archeologico Nazionale di Napoli).
Da allora questa storia è rimasta patrimonio esclusivo degli specialisti, finché la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli non ha deciso di recuperarla e portarla a conoscenza di tutti per mezzo di un'esposizione permanente intitolata "Herculanense Museum. Laboratorio sull'antico nella Reggia di Portici". Venerdì 15 maggio l'inaugurazione.
Tra i tanti contributi è da segnalare il progetto multimediale ideato dal prof. Raffaello Mazzacane, direttore del Centro di Ricerche Audiovisive dell'Università "Federico II": senza debordare né verso la museografia iperrealista della ricostruzione virtuale, né verso il filologismo esasperato del cosiddetto catalogo alle pareti, si pone l'obiettivo di restituire l'atmosfera del tempo attraverso una gamma di cinque media "emozionali".