Nuova sala permanente: arriva la donazione Portinaro - Untersteiner

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La sala permanente del Museo Civico di Rovereto per la donazione Untersteiner-Portinaro (Foto: C.Perer)

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I 36 pezzi sono datati tra VIII e IV sec. a.C.

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Al Museo Civico di Rovereto 36 vasi antichi

(Rovereto, 21 dicembre 2011) - Nel 2011 la famiglia Portinaro-Untersteiner ha fatto dono alla Città di Rovereto di un'importante collezione privata, iniziata negli anni '20 del '900 dal prof. Mario Untersteiner, insigne grecista.

L'eccezionale raccolta si compone di 34 vasi antichi, che rappresentano un significativo spaccato della produzione italica centromeridionale tra la fine dell'VIII e il tardo IV secolo a.C. che è stata inaugurata alla presenza delle autorità cittadine e degli eredi dello studioso roveretano con il genero Agostino Portinaro, chiurugo (che aveva sposato la figlia Teodolinda) e della studiosa Matilde Carrara che ha studiato, repertato e catalogato l'importante collezione.

Raffaella Poggiani e Jolanda Lorenzi (la prima soprintendente e la seconda direttore archeologo della Regione Lombardia) convalidano il valore della raccolta che, nonostante il numero limitato di pezzi, è di grande interesse per la ricchezza, la varietà e la riconoscibilità delle produzioni che vi sono rappresentate.

I vasi sono appartenuti a Mario Untersteiner e Agostino Portinaro. Furono ereditati dalle rispettive famiglie nell'arco di due generazioni e sessant'anni di vita familiare.

Camillo Candia, fondatore della prima "fabbrica italiana di acido carbonico" era il suocero di Unterstainer. Dopo il primo stabilimento di Milano, l'industriale aveva portato fabbriche a Napoli, Aquileia e Pisa. Nei primi anni del Novecento, aveva favorito gli scavi ad Aquileia, una delle più importanti colonie dell'antica Roma. All'epoca il patrimonio non godeva delle tutele di oggi e quindi Candia aveva ricevuto reperti provenienti da quegli scavi. A dchiararlo pubblicamente è stata la nipote Gabriella Untersteiner. Ma ora tutto torna nelle mani dei cittadini, attraverso la pubblica donazione. 

Untersteiner, sepolto nel Famedio cittadino, era legato alla sua città. Per questo la famiglia con la figlia Gabriella in testa ha voluto che i suoi vasi diventassero beni comuni, curati e divulgati ai posteri tramite il locale museo.

Parole di grande soddisfazione dalla presidente del Museo, Giovanna Sirotti, dal direttore del museo civico Franco Finotti e dalla conservatrice Barbara Maurina.

"Si tratta di un atto di grande generosità e di una acquisizione straordinaria" hanno detto, evidenziando che già la città conserva la biblioteca del grecista (conservata alla storica Biblioteca Tartarotti di Rovereto) e che va ad elevare il patrimonio cittadino andando ad aggiungersi all'altra preziosa collezione donata al Museo dall'archeologo Paolo Orsi. 

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