Possiede la tuta di Amstrong prestata solo per "COLD WAR" progetto del Victoria and Albert Museum di Londra in collaborazione con il Mart. 

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L'uomo e la sua più grande avventura: la conquista dello spazio

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I magnifici 3 dell'Apollo 11

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Franco Artom, tute che passione

(marzo 2010) - Franco Artom, imprenditore tessile è un ricco collezionista milanese. E' nelle sue mani  la tuta di Amstrong missione Apollo 11.  E 'l'ha prestata solo al Mart in occasione di COLD WAR  la mostra che ha raccontato le grandi conquiste dell'umanità nell'estate 2009, quando si sono celebrati i 40 anni dallo sbarco sulla Luna.

Quando Amstrong vide la terra dallo spazio, disse che così bella non avrebbe mai potuto immaginarsela. Per anni la loro missione era stata studiata a tavolino. Chi aveva progettato il volo si era posto da subito il problema: come andava protetto il corpo degli esseri umani che avrebbe composto l'equipaggio? Pensare a tute speciali, fu ovvio.

Vennero testate per il fuoco, per le necessità fisiologiche, per le gelide atmosfere dello spazio. Qualche anno dopo erano pronte in tre taglie: per il team di Apollo 11 ovvero Neil Amstrong, Michael Collins e Edwin Aldrin detto Buzz.

E' il 16 Luglio 1969 quando la N.A.S.A. li fa partire per la missione Luna, dalla base di Cape Canaveral in Florida spinti dal razzo-vettore "Saturno 5". Quattro giorni dopo, il mondo è col fiato in sospeso. Tra i tanti c'è Franco Artom, all'epoca impegnato in tutt'altra avventura, di natura imprenditoriale, ma già appassionato d'arte. "Decisi allora che quella tuta doveva essere mia perché era un'opera d'arte, un'opera dell'ingegno umano".

Quando l'aquilotto (il "LEM" era chiamato Eagle n.d.r.) si appoggia sul suolo lunare del Mar della Tranquillità, il mondo ancora non crede ai propri occhi e bisogna attendere le ore 22.23 (4.57 ora italiana) di domenica il 20 Luglio 1969 perché Amstrong, comandante della missione, esca bardato e protetto di casco per la prima passeggiata spaziale.

Se il razzo Saturno e  il Lem avevano consentito l'allunaggio, erano state certamente le tute spaziali della Nasa a consentire la passeggiata di Amstrong. Artom possiede anche quella di Gagarin e quindi del primissimo tentativo spaziale della oggi sepolta URSS, insieme a molte altre opere d'arte.

Si deve dunque a Franco Artom un'intuizione: capì subito che anche la tecnologia era arte umana. Da collezionista fece  di tutto per acquisirla. Oggi la conserva in una casa che non è mai stata abitata, ma che ricostruisce l'habitat lunare.

Come detto, fu esposta per "Cold War" la mostra che ha ripercorso quella eccezionale stragione di conquiste, dominata anche dalle tensioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Dagli anni Cinquanta fino alla metà degli anni Settanta, fu il periodo della Guerra fredda, raccontato grazie alle arti del periodo in sette sezioni di mostra (dalla pittura al design, dall'architettura al cinema, con oltre 300 opere e oggetti provenienti dalle più importanti collezioni internazionali).


> Le prossime mostre del Mart

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