L'intervista alla celebre scrittrice, autrice del best seller "la masseria delle Allodole"- Ora è uscito il seguito.

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Antonia Arslan, sotto la copertina del libro

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ANTONIA ARSLAN - Masseria, atto secondo

di Corona Perer 

(28 febbraio 2009) - Pochi sanno che tempo fa una petizione di 200 intellettuali è stata firmata da 30.000 persone: chiede alla Turchia che compia il grande passo e cioè chieda scusa agli armeni. Giornalisti, docenti d'universita' hanno formalmente chiesto al Governo di chiarire alla propria coscienza e quindi a quella nazionale di un intero paese ciò che fecero.
Chiedere scusa agli armeni è atto dovuto e chi ha firmato sono tutti turchi che hanno cominciato faticosamente a comprendere la verita' dei fatti del 1915 e a operare per la riconciliazione, secondo la linea voluta dal giornalista turco-armeno Hrant Dink, ucciso esattamente 2 anni fa, nel gennaio 2007. Ma di queste cose siamo parecchio disinformati. Di Shoah non ce n'è stata solo una, ma almeno due: ebrei e armeni (se vogliamo essere onesti almeno altre tre o quattro:basterà ricordare la Guerra in Bosnia e ancor prima i gulag).
Degli Armeni sappiamo qualcosa grazie ad Antonia Arslan, che con il suo best seller "La Masseria delle Allodole" ha risvegliato memorie e coscienze. Ora è uscito il seguito: "La Strada di Smirne" è in libreria da una settimana. Ne abbiamo parlato con l'autrice dopo l'incontro seguito ad una suo straordinario incontro con il pubblico qui a Rovereto. 

Professoressa, da dove riparte esattamente la vicenda?
La vicenda riparte esattamente dal momento in cui Ismene e Isacco assistono alla partenza dei bambini e della madre Shushanig che si imbarcano verso l'Italia, verso Venezia dove lo zio Yerwant (mio nonno, al quale e' dedicato il secondo libro) li aspetta. Shushanig pero' morira' all'inizio del viaggio, perche' sapendo i suoi figli in salvo, si lscera' andare verso il suo sposo adorato, Sempad (e questo e' storico!).

Da dove viene il titolo?
Il titolo viene dal fatto che il libro si conclude con l'incendio di Smirne, cioe' con la fine dei greci d'Anatolia. Pero' Smirne arriva solo a un certo punto; la strada di Smirne e' la via che conduce all'appuntamento fatale con il grande porto levantino e greco i tre personaggi che hanno salvato i bambini nel primo libro, Ismene Isacco e Nazim.

E' vero che lei ha già in mente la terza parte e in parte l'ha già iniziata?
La terza parte e' nella mia mente, finora non ne ho scritto che qualche pezzo, paradossalmente ...verso la fine, che si dovrebbe svolgere a New York, nel quartiere di Tudor City.

Come ripartirà allora, dopo Smirne, la storia...nella sua terza tranche e che titolo avrà?
Il titolo della terza parte dovrebbe essere "Autunno a Tudor City"; la storia racconta il seguito della vicenda, vista dalla bambina. Come scopre la vita, come scopre l'identita' nascosta della famiglia, quella armena, e tante altre cose...

Quella bambina si chiama per caso...Antonia?
Sì, sono io: il libro sarà da allora in poi autobiografico

E fino a quanti anni la terrà per mano?
Questo ancora non lo, i libri hanno gambe proprie e spesso scappano di mano!

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