Mogli fedeli, Rosetta Depero
di Corona PererSempre un gradino sotto o a qualche passo di distanza: Avrebbe potuto fare la first lady. Di fatto lo era.
Una foto la ritrae felice a New York, accanto ad un monumento: suo marito. Nel 1930 parte infatti al seguito del suo uomo artista: Depero ha deciso di andare a incontrare quel futuro che aveva decantato nel Manifesto Futurista.
Rosetta Amadori era nata nel 1893. Nel 1918 era già la signora Depero. Non ebbero figli, ma l'unione fu solida. Lo lasciava andare quando necessario, lo seguiva quando lo chiedeva, lo soccorreva: si narra che grazie a squisiti ravioli fatti a mano per i newyorkesi, abbia salvato la seconda (ma fallimentare) spedizione americana del marito.
Sempre dietro al suo uomo, o a qualche passo di distanza, quando non in lontanissima attesa: resta a Rovereto quando lui decide di ritentare la carta della Grande Mela dove arriva in un rigidissimo inverno del '47 che rende la metropoli ancor più inospitale. Il fascismo è finito da un pezzo, ma l'accoglienza è fredda e dorme in alloggi di fortuna. Lui la chiama: lei lo raggiunge. Ospiti di amici in una bella casa nel Connecticut, a New Milford, l'artista torna a lavorare e tutto torna ad essere come una primavera carica di promesse.
Come detto non era il primo viaggio in America.
Rosetta fu davvero importante. La donna nella mente (e nella matita) di Fortunato ha quasi i caratteri della Battista Sforza di Piero della Francesca se si osserva il "Profilo di Rosetta" opera esposta nella mostra di Palazzo Correr a Venezia. Vi proponiamo l'accostamento che può sembrare azzardato. Il profilo di Rosetta è una matita risalente agli anni '39-'40. Un tenue passaggio di rosa e azzuro rende celestiale il pacifico profilo: quieta e ieratica, Rosetta non è una musa, ma una fissa testimone del genio del marito. Maestosa, persino rinascimentale, come appunto la moglie dell'urbinate, il duca Federico da Montefeltro.
Dedicando ai coniugi Depero una delle tante fotografie con la sua effige che circolavano per l'Italia, Marinetti scrive nel 1930 "Brava Rosetta!". Era lei dietro la fucina della Casa d'Arte, intenta con le ricamatrici alle preziose tarsie. Specialità della "Casa" i cuscini.
Fino al 3 maggio è possibile vedere a Venezia la collezione Fedrizzi, oculista roveretano. Un cospicuo corpus di 95 opere dato in deposito dagli eredi a Cà Pesaro. Disegni a china e a carboncino, collage, bozzetti pubblicitari, tarsie in legno e stoffa, progetti di arredo, olii e tempere realizzate tra il 1914 e il 1956 che l'amico professionista aveva collezionato lungo tutta una vita. Vi figurano autentici capolavori come la ballerina disegnata per la copertina di Movie Makers: una danzatrice dalle molteplici gambe con due teste danzanti, quasi picassiana.
Deve essere stato un rapporto di grande compensazione, il loro. La immaginiamo disponibile a fare il vuoto necessario perché in ‘quel' vuoto abiti la straripante creatività del marito. Rosetta è la donna che condivide tutto del marito: gli entusiasmi incontenibili, le idee rutilanti, le improvvise depressioni, le amarezze.
Amministratrice, fata buona e fedele del Mago, lavora china su grandi telai. Nel 2002 a Ferrara una mostra sulle donne d'arte e impresa celebrò anche lei. Come altre donne all'ombra dei loro uomini, ebbe un suo ruolo: cucire gli arazzi disegnati dal marito. Ci furono anche occasioni mondane. A Capri i coniugi Depero andavano a trovare Gilbert Clavel che lì aveva acquistato una villa. Custode di molti ricordi, paladina del Futurismo, alla morte di Depero ne tenne viva la memoria. Promoter e testimone come dimostra il suggestivo ritratto del lascito Fedrizzi, collezione che per la prima volta è possibile ammirare tutta intera a Venezia, dove rimarrà con un deposito a lungo termine.
Approfondimenti
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