Energia alternative: "il caso Isera"
di Mary Codato
(Isera, 24 novembre 2009) - E' lunga un migliaio di metri (1067 per l'esattezza) e nel punto più alto raggiunge i 5 metri e 60 cm. Sono ben 3944 i moduli fotovoltaici che la compongono: ripara dai rumori, produce energia. L'uovo di colombo si direbbe. Certamente una bella idea che coniuga l'utile al pratico.
Ieri l'inaugurazione ufficiale con molte autorità e comune di Isera in testa. Un comune che da tempo promuove politiche e azioni di recupero e del territorio comunale che hanno come riferimento strategico e operativo il paesaggio, inteso come insieme di rapporti vitali tra spazi, risorse e soggetti, tradizioni ereditate e attese di futuro.
Il Comune di Isera ospita così due impianti unici in Europa per la produzione di energia rinnovabile, diventando oggetto di studio, ricerca e soprattutto un esempio, non solo in Italia ma a livello internazionale.
Il primo progetto è rappresentato appunto da questa barriera fotovoltaica ed antirumore sull'A22 del Brennero, ai confini di Isera. È l'unica nata con il preciso scopo di assolvere le due funzioni in contemporanea e con la capacità di trasformare una potenziale infrastruttura da connotazioni negative in qualcosa di positivo e di esteticamente bello. Può produrre energia pari a 690 mila kilowatt all'anno. In sostanza l'equivalente di 600 utenze domestiche. A salutare la nuova opera c'era ieri il presidente di A22, Paolo Duiella e molte autorità.
L'altro impianto, già in funzione ad Isera, è per la generazione dell'idrogeno prodotto con energia fotovoltaica, progetto sperimentale che ha promosso l'Università di Trento e finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, Assessorato all'Energia. Il Progetto Idrogeno permette sperimentazioni empiriche atte a verificare l'effettiva convenienza energetica dei vari passaggi necessari per arrivare all'accumulo dell'idrogeno. Consente anche di affrontare uno dei problemi e delle difficoltà che hanno le varie energie rinnovabili pulite, tra cui sole, acqua, vento: quello dell'accumulo e del successivo utilizzo nei momenti di maggior richiesta o quando il prezzo è economicamente più conveniente. Dalla ricerca di soluzioni di tali problematiche è nato l'innovativo impianto dimostrativo.