SENTIRE 08, sfoglialo qui
QUESTIONI DI UTOPIA
Credevamo tutto fosse finito nel 1989.
Con la caduta del muro di Berlino l'ebbrezza fu padrona dell'Europa. Nessun muro avrebbe più offuscato il futuro dell'umanità. Il banale equivoco che l'aveva reso possibile mostrò il potere della massa, il bisogno di due mondi di sentirsi uno solo. Chi su quel muro era morto nell' irrefrenabile impulso verso la libertà, vinceva. Fu un violoncello a mettere la parola fine. Si saprà qualche tempo dopo che quel musicista suonava per farsi sentire da Dio. Una lode di ringraziamento e un medicamento ad una ferita lontana, incisa nell'anima.
Credevamo.
I muri in realtà non hanno smesso di fare la loro comparsa: a Gerusalemme come in Messico. Persistono tra le due Coree, a Belfast e Bagdad, nel deserto sub-sahariano e nell'anima di Armeni e Turchi. La stolta necessità dell'Uomo stabilire i confini del Potere ferma il futuro.
Sono le parole di un compositore ad accompagnarci sotto il muro, affinchè sia la musica a dire la Storia, volando alta sui limiti della vicenda umana.
Gettiamo uno sguardo avanti anche con le parole di un grande architetto come Renzo Piano. E' bello pensare che l'avveniristico Museo della Scienza è stato pensato da un uomo di visione, ma viene concretamente portato avanti da una donna che di quel disegno è parte, una valente professionista a capo del team di progetto. Dopo il Mart è la struttura per la quale andremo fieri nel prossimo futuro.
Attenti e vigili sul recente passato non dimentichiamo che di architettura si può anche morire, come scrive Pino Ciociola, inviato speciale del quotidiano Avvenire che firma per SENTIRE un reportage esclusivo sul dopo-terremoto in Abruzzo dove il Trentino ha giocato da protagonista.
Con questo numero annunciamo anche qualche novità. L'anno del centenario futurista sta per finire. Che ne è stato e che ne sarà delle utopie futuriste che, lontane ancora dall'essere pienamente comprese, tentarono di prefigurare un mondo? SENTIRE intende proseguire il dibattito aperto dalle celebrazioni perché la chiusura di un anno solare non diventi la nuova pietra tombale su un movimento che percepì il divenire come poche altre avanguardie del Novecento. Sarà l'attore Edoardo Sylos Labini, che con i suoi spettacoli sta radunando le anime vive di questo centenario, a portarlo avanti. Vi invito a scoprire le novità che stiamo preparando nella nostra casa madre: SENTIRE abita sul web, ma trimestralmente prende carta e penna per diventare fisico. Internet resta la casa del nostro vero lavoro teso a fare un giornale ‘di sentire' e ‘da sentire'.
Nuove rubriche, nuove firme, un salto di qualità sono in programma nei prossimi mesi. Il team di lavoro è cresciuto, invariato invece il cammino: restare tra le storie d'Uomo, i suoi sogni, le utopie, le miserie, la ricchezza, la sua bellezza. Come quella che può capitare di intercettare - casualmente - per strada e che chiede il nostro tempo: il tempo di una sosta. Per far ripartire la mente - una volta che avrete riposto questo giornale - vi presento un volto di strada che può farci dono della sua povera ricchezza. Lo incontrate in chiusura di questo numero. Sono certa che possa accompagnare i nostri pensieri con un tocco di serena saggezza.
Corona Perer
direttore@giornalesentire.it
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